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Un software per consentire ai pazienti in terapia intensiva di comunicare coi medici

Redazione 6 Marzo 2019
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Sono stati annunciati oggi i 12 scienziati italiani vincitori – tutti rigorosamente under 40 – del bando Roche per la Ricerca 2018 che hanno presentato progetti di ricerca orientati a un approccio sempre più personalizzato della medicina. Tra questi Giacomo Monti, anestesista rianimatore presso l’Unità di Terapia Intensiva Generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, con uno studio dedicato alla sviluppo di un software per migliorare la capacità comunicativa dei pazienti ricoverati in Terapia Intensiva, spesso intubati o tracheostomizzati. Il Bando Roche per la Ricerca in pochi anni è diventato un punto di riferimento per la comunità scientifica del nostro paese: in 3 anni sono stati stanziati quasi 3 milioni di euro per 28 progetti finanziati, sugli oltre 1200 presentati.

Il progetto di Giacomo Monti e della squadra di Terapia Intensiva del San Raffaele intende affrontare problemi clinici come la comunicazione medico-paziente, ribaltando i ruoli e chiamando i pazienti in prima persona a guidare questo processo. I più comuni metodi di comunicazione, come i cenni del capo, sono spesso inadeguati a soddisfare tutti i bisogni di comunicazione e risultano frustranti sia per i medici che per i pazienti e i loro famigliari. L’obiettivo dello studio è, quindi, lo sviluppo di un software in italiano, denominato “CIAO: Comunicare In Autonomia Ora” e utilizzabile su un tablet, pensato per le esigenze e le capacità motorie limitate dei pazienti in Terapia Intensiva. Attraverso un touch-screen, il paziente, selezionando le icone a cui corrispondono parole che vengono verbalizzate e sono udibili, può comunicare sia con il personale sanitario che con i familiari. Inizialmente, il software sarà testato da medici e infermieri che valuteranno la sua utilità, e in una fase successiva sarà possibile proporre l’applicazione a 200 pazienti adulti ricoverati in rianimazione generale, in un periodo di 12 mesi.

Giacomo Monti è anestesista rianimatore presso l’Unità di Terapia Intensiva Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano diretta dal professor Alberto Zangrillo. Da sempre è interessato alle tematiche della medicina di area critica, sia dal punto di vista clinico che di ricerca. In particolare, si occupa dell’insufficienza respiratoria e renale acuta, della sepsi e delle diverse modalità di contribuire alla riduzione della mortalità nel paziente chirurgico, partecipando a diversi lavori anche multicentrici ed internazionali. Ad oggi autore di 35 pubblicazioni, con più di 1000 citazioni.

Fonte: comunicato San Raffaele

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