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Tumore prostatico ad alto rischio: aperto arruolamento di pazienti

Redazione 15 Marzo 2019
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Lo studio, rivolto a pazienti con diagnosi di neoplasia prostatica a prognosi più sfavorevole ai quali è stata prescritta la radioterapia con intento radicale associata alla terapia ormonale, si pone come obiettivo primario quello di indagare l’efficacia di un nuovo schema di trattamento radioterapico. 
Per richiedere di partecipare allo studio o per avere ulteriori informazioni scrivere a: mariarita.cassese@istitutotumori.mi.it

Per approfondimenti:

Studio clinico di fase II per il trattamento del tumore prostatico ad alto rischio con uno schema di trattamento con ioni carbonio e radioterapia

I pazienti con neoplasia prostatica non metastatica ma con caratteristiche di aggressività (PSA ≥ 20 ng/ml, score Gleason ≥ 8, stadio ≥ T3 N 0) vengono di norma trattati con chirurgia radicale o radioterapia convenzionale associata a terapia ormonale. Per questi pazienti che presentano malattia complessa con prognosi più severa, i ricercatori stanno indagando terapie che aumentino la probabilità di guarigione. In questo scenario, l’adroterapia con ioni di carbonio, una nuova forma di radioterapia, ha dato risultati molto promettenti.

Sulla base di queste evidenze, la Divisione di Radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, in collaborazione con il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia (CNAO) e con la Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica 1 (RTO1) della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, ha intrapreso uno studio che valuterà l’efficacia di un innovativo schema di trattamento radioterapico che prevede, in associazione alla terapia ormonale, l’utilizzo combinato di adroterapia a ioni di carbonio e di radioterapia con fotoni.

Per quanto riguarda il trattamento radioterapico, sono previste due fasi: la prima fase, quella adroterapica, si svolgerà presso il CNAO di Pavia nell’arco di 4 giorni consecutivi e consiste nell’irradiazione della prostata con ioni carbonio; la seconda, quella radioterapica convenzionale, si svolgerà presso IEO o INT nell’arco di 5-6 settimane a giorni consecutivi e consiste nell’irradiazione dei linfonodi pelvici e della loggia prostatica. Tale trattamento risulta non invasivo e consente al paziente di continuare la sua normale vita lavorativa e sociale.

Lo studio, rivolto a pazienti con diagnosi di neoplasia prostatica a prognosi più sfavorevole, ai quali è stata prescritta la radioterapia con intento radicale associata alla terapia ormonale, si pone come obiettivo primario quello di indagare l’efficacia del nuovo schema di trattamento in termini di controllo clinico e biochimico di malattia e come obiettivo secondario quello di valutare eventuali effetti collaterali tardivi e la qualità di vita del paziente durante e dopo il trattamento.

I pazienti interessati ad avere ulteriori informazioni possono contattare la Struttura Complessa Radioterapia Oncologica 1 della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, inviando una mail a mariarita.cassese@istitutotumori.mi.it.

Fonte: Istituto Nazionale Tumori

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