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Cremona, primo intervento di endoscopia nasale in Neurochirurgia

Redazione 15 Gennaio 2020
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All’Ospedale di Cremona si pratica l’endoscopia endonasale: il primo intervento è stato eseguito, poco più di un mese fa, dall’equipe di Neurochirurgia diretta da Antonio Fioravanti. La paziente è una donna di 65 anni, alla quale è stato rimosso un macroadenoma dell’ipofisi di circa 3 cm. Si tratta di un tumore benigno della ghiandola ipofisaria che può produrre ormoni, causando sindromi patologiche debilitanti come il Morbo di Cushing o l’acromeglia, oppure può portare a un difetto visivo fino alla cecità.

“L’intervento si è svolto in anestesia generale – spiega Fioravanti – con tecnica endoscopica endonasale: attraverso la narice, con una telecamera, si raggiunge la zona “sellare” dove si trova il tumore. Grazie ad un canale di lavoro si introducono delle micropinze e degli aspiratori per asportare la lesione. L’equipe in genere è formata da professionisti esperti, in quanto vi è la necessità di una manualità e di una conoscenza anatomica endoscopica specifica. In questo caso, con me in sala operatoria c’era un’equipe multidisciplinare composta da Laura Milanese (Neurochirurgia ASST CremonaElena Grappa, (Responsabile Neuroanestesia ASST Cremona) e il personale infermieristico di sala Erica MaestriSilvia Mazzoni Ambra Zorza. L’intervento si è svolto in collaborazione con due colleghi neurochirurghi dell’ASST di BresciaMarco Fontanella e Francesco Doglietto”.

“L’endoscopia endonasale è una tecnica mini-invasiva che può essere utilizzata per la maggior parte di queste lesioni; è praticata in molti centri di neurochirurgia/otorino in Italia, ora anche a Cremona. Fra l’altro – precisa Fioravanti – con l’arrivo del dottor Luca Pianta (Direttore dell’UO di Otorino) l’applicazione di tale metodica potrà essere ulteriormente sviluppata con indubbi vantaggi per i pazienti, ad esempio: la rapida mobilizzazione e la guarigione, la riduzione dei tempi chirurgici e niente cicatrici. La Signora operata nel nostro ospedale è stata dimessa dopo tre giorni dall’intervento, in perfetto benessere”.

“Sto bene e sono contenta – conferma la paziente sentita oggi al telefono. E’ andato tutto per il meglio e dopo l’intervento non ho avuto problemi, nemmeno un mal di testa. Certo ero preoccupata, ma i medici, in particolare la dottoressa Milanesi, ha saputo intercettare le mie paure, mi ha spiegato ogni dettaglio con risolutezza rassicurandomi moltissimo. Ho sentito di potermi fidare e se ti fidi di un medico, dai mano libera”.

“La parola di un medico – continua la paziente – quando è ferma e chiara, trasmette competenza, è come una cura. Per affrontare un’esperienza del genere è molto importante essere preparati, sapere cosa accadrà. Di certo, rispetto ad un intervento tradizionale, sono rimasta sorpresa per la velocità di recupero, dopo tre giorni ero già a casa e soprattutto mi sentivo bene. Tengo molto a questa mia testimonianza – conclude – penso possa servire ad altre persone con una patologia analoga. Sapere che puoi rivolgerti ad un centro vicino a casa è altrettanto tranquillizzante”.

Un’altra ottima notizia per la Neurochirurgia cremonese che nel 2019 ha registrato un incremento significativo del numero di ricoveri – passato da 680 del 2018 a 778 – rendendo necessario l’ampliamento degli spazi fruiti dal reparto. Un dato che attesta anche il trattamento di un numero maggiore di pazienti oncologici con patologie cerebrali (diversi livelli di complessità). Oltre alla grande professionalità degli operatori, indiscusso punto di forza della Neurochirurgia è  l’introduzione di metodiche d’avanguardia come la “chirurgia da sveglio” e la “chirurgia guidata con fluorescenza” , praticate in pochi centri in Italia.

CHIRURGIA ENDOSCOPICA ENDONASALE, TECNICA MINI INVASIVA IN CONTINUA EVOLUZIONE.

di Antonio Fioravanti
Direttore UO Neurochirurgia ASST di Cremona

L’approccio endoscopico endonasale utilizza le cavità nasali come un corridoio naturale per raggiungere le lesioni della sella turcica, un’area encefalica profonda e delimitata da strutture neurovascolari nobili quali i nervi ottici, l’arteria carotide interna (prima fonte di irrorazione del cervello) e il tronco encefalico. Questo approccio rappresenta la tecnica chirurgica più diretta e meno traumatica per il trattamento delle lesioni sellari, in particolare gli adenomi dell’ipofisi. Garantisce una visione tale della ghiandola e delle altre strutture anatomiche ad essa adiacenti, senza la necessità di ricorrere alla classica craniotomia.

Negli ultimi anni si è investito particolarmente in questa tecnica chirurgica di successo permettendo lo sviluppo di apparecchiature endoscopiche con videocamere sempre più potenti e capaci di fornire immagini di qualità adeguata anche tridimensionali. Al contempo anche i neurochirurghi, coadiuvati da esperti otorini, hanno superato i limiti espandendo sempre di più i corridoi trans-nasali permettendo di operare con questa tecnica non solo adenomi ipofisari ma tumori rari e ricorrenti quali i craniofaringiomi, i meningiomi o i cordomi.

L’approccio endoscopico endonasale trova oggi indicazione in oltre il 95% dei pazienti con adenoma ipofisario, inclusi quelli con estensione sopra e parasellare.

L’endoscopio è per il chirurgo come una lunga “biro” di circa 18-30 cm con un diametro che va dai 2,7 mm a  4 mm. E’ fornito di una telecamera in punta collegata ad uno schermo esterno con risoluzione elevata che permette di magnificare l’immagine di questo piccolo spazio che è la sella turcica. Il paziente al risveglio non necessita di monitoraggio in terapia intensiva e rientra immediatamente in reparto di neurochirurgia.

La durata del ricovero per i pazienti sottoposti ad asportazione di adenoma ipofisario con approccio endoscopico endonasale varia dai 3 ai 7 giorni. Il paziente, alla dimissione, viene preso in carico dal neurochirurgo per il follow-up e viene eseguita con una risonanza magnetica a distanza di 3 mesi. Questo tipo di intervento permette di diminuire i giorni di ospedalizzazione e consente al paziente di tornare alla sua vita normale in tempi brevi.

Fonte: www.asst-cremona.it

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