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Auxologico: prudenza in montagna, anche a quote moderate, per anziani e cardiopatici

Redazione 17 Gennaio 2020
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Uno studio condotto da Auxologico insieme all’Università di Milano Bicocca ha dimostrato che, mentre l’esposizione acuta a un’altitudine moderata (tra 1500 e 2500m) non rappresenta alcun problema per i soggetti sani e giovani, può invece rappresentare un rilevante stress ambientale in soggetti anziani e in pazienti con condizioni cardiovascolari preesistenti.

È ormai acclarato da numerosi studi scientifici che l’esposizione acuta ad alta quota (oltre i 2500 mt) induce un aumento della pressione sanguigna (ipertensione) e la comparsa di alterazioni respiratorie legate al sonno.

Finora però poche erano le evidenze disponibili su simili alterazioni ad altitudine moderata (tra 1500 e 2500 m), l’altitudine maggiormente frequentata da chi trascorre soggiorni di vacanza o si reca a sciare.

COSA HA SCOPERTO LA RICERCA DI AUXOLOGICO E UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA?

Uno studio condotto da Auxologico insieme all’Università di Milano-Bicocca, e pubblicato su “International Journal of Cardiology”, ha valutato gli effetti dell’esposizione acuta di volontari sani a moderata altitudine sulla pressione arteriosa, nonché sulla frequenza e sulla gravità delle alterazioni respiratorie durante il sonno.

risultati dello studio indicano che, mentre l’esposizione acuta a un’altitudine moderata non rappresenta alcun problema per i soggetti sani e giovani, può invece rappresentare un rilevante stress ambientale in soggetti anziani e in pazienti con condizioni cardiovascolari preesistenti che pianificano di recarsi in località montane. 

«Questa ricerca suggerisce pertanto prudenza nei soggetti con problemi cardiovascolari preesistenti», spiega il Prof. Gianfranco Parati, Direttore Scientifico di Auxologico, «e indica che anche l’esposizione a quote moderate non dovrebbe essere affrontata senza fare le necessarie valutazioni cliniche in caso di pazienti ad alto rischio, perché un aumento della pressione arteriosa può verificarsi anche a 2000 mt, specialmente negli individui più anziani».

LEGGI LA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA

Fonte: www.auxologico.it

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