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Coronavirus, Gallera risponde ai medici: accuse gratuite, sono sorpreso

Redazione 9 Aprile 2020
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È arrivata la risposta dell’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, alla lettera inviata dalla Federazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Lombardia (FROMCeO) nella quale i Medici avevano evidenziato gli errori commessi nella gestione dell’emergenza Coronavirus e avevano offerto proposte concrete per affrontare la fase 2 al meglio.

Ne avevamo parlato nel nostro articolo Tamponi, caos RSA, mancanza di protocolli: l’Ordine dei Medici contro Regione Lombardia CLICCA QUI per leggerlo

“Mi ha molto stupito, oltre che amareggiato, la nota che abbiamo ricevuto dalla Federazione degli Ordini dei Medici (FROMCeO) della Lombardia che assomiglia più ad un atto politico che ad una reale rappresentazione dei fatti.

Confermo il massimo apprezzamento per tutti gli operatori sanitari lombardi per l’abnegazione e l’umanità con cui stanno affrontando questo terribile momento – scrive Gallera – e confido che si possano abbandonare gli atteggiamenti accusatori.

Per quanto riguarda l’esecuzione dei tamponi ai soli pazienti ricoverati, ricordo che nelle fasi iniziali dell’epidemia i tamponi sono stati eseguiti anche ai contatti stretti di casi asintomatici. Successivamente il Ministero della Salute, con circolare del 27 febbraio 2020 ha modificato le linee guida, raccomandando l’effettuazione del test ai soli sintomatici. In ogni caso, è stata sempre tenuta alta l’attenzione sull’isolamento dei soggetti interessati, sia sintomatici, sia contatti stretti di caso.

Un’attenzione affidata al monitoraggio del Medico di Medicina Generale, il cui ruolo, fondamentale, abbiamo evidenziato con una nota della Direzione Generale Welfare, il 3 marzo.
In merito alla ‘incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio’ è noto il rigore costantemente professato dalla Regione Lombardia e, in primis, dal presidente Fontana che era stato più volte ingiustamente accusato di aver isolato l’Italia e di aver creato un clima di terrore. Proprio su nostra proposta, il ministro della Salute adottò, d’intesa con il nostro presidente, l’ordinanza del 23 febbraio 2020 che istituiva la ‘zona rossa’ in dieci comuni del basso lodigiano. E in data 3 marzo 2020, su nostra indicazione, il Comitato Tecnico Scientifico nazionale ha proposto al Governo l’istituzione di una zona rossa nei comuni di Alzano e Nembro, proposta che non è stata dal Governo accolta nella sua formulazione originaria.
Tuttavia, in data 8 marzo su forte ed esplicita insistenza della Regione Lombardia, il Governo ha imposto a tutte le persone fisiche di ‘evitare ogni spostamento’ con apposito DPCM.

Abbiamo sempre prestato l’attenzione nei confronti dei soggetti anziani e fragili e delle strutture che li ospitano, fornendo precise indicazioni, sulle quali è stata svolta la vigilanza da parte delle ATS, come ad esempio il divieto di ingresso dei parenti (se non in caso di assoluta necessità e previa verifica delle condizioni di salute).
Inoltre, sono state sempre prescritte idonee misure di isolamento dei pazienti covid positivi, con l’ovvia ed espressa possibilità, per i soggetti gestori, di adottare ogni provvedimento utile ad arginare il contagio, comunicandolo alla ATS di riferimento.

Mi auguro che, d’ora in avanti si possa davvero lavorare insieme e che le accuse gratuite lascino il passo ad una collaborazione costruttiva e propositiva, che è quanto ci si attende da chi rappresenta migliaia di medici ai quali va, ancora una volta, il nostro ‘Grazie!”.

Ecco la lettera completa.

Fonte: www.lombardianotizie.online

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