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Un positivo in famiglia? Quando e come si può uscire di casa

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Redazione 17 Gennaio 2022
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Abbiamo parlato delle novità su quarantena e isolamento per chi è risultato essere positivo al Covid19 o ha avuto contatti con una persona positiva: vediamo ora cosa deve fare un convivente con una persona positiva (chi ha un soggetto positivo in famiglia) e in quali casi si può uscire di casa.

Molto spesso si sente parlare indistintamente di quarantena (qui il nostro approfondimento su come gestire la quarantena dei bambini e dei non autosufficienti che non possono isolarsi dal resto della famiglia) e isolamento. Chiariamo subito che sono due cose diverse: l’isolamento è la procedura per chi ha contratto il Covid19, quarantena è invece quella per chi ha solo il sospetto di poter essere stato contagiato perché entrato in contatto con un positivo.

Vi anticipiamo che, a breve, il Governo potrebbe modificare la quarantena e semplificare le regole: vi terremo aggiornati in caso di cambiamenti.

Trovi QUI il nostro articolo “Quarantena e isolamento, facciamo chiarezza”

Chi vive con un positivo: quando e come può uscire di casa

Chi è vaccinato con due o tre dosi (booster) da meno di 120 giorni o è guarito dal Covid-19 da meno di quattro mesi può uscire di casa anche se nel frattempo si è riscontrato un positivo in famiglia. L’importante è essere asintomatici e non avere alcun contatto con chi è in isolamento in casa. Se si rispettano queste norme si può circolare liberamente, a patto di indossare obbligatoriamente una mascherina Ffp2 per 10 giorni.
Se, al contrario, non fosse possibile evitare contatti con il positivo in casa allora tutti i conviventi dovranno restare in isolamento fino alla certificazione della guarigione.
Il periodo di auto-sorveglianza per i negativi dura 5 giorni: se entro questo periodo si manifesta qualche sintomo occorre fare un tampone, altrimenti l’auto-sorveglianza termina senza bisogno di un test.

Per i non vaccinati, i vaccinati con ciclo primario completato da oltre 120 giorni e per coloro che non hanno completato il ciclo primario rimane confermato l’obbligo di quarantena, per monitorare l’eventuale contagio: le tempistiche sono differenziate sulla base dello stato vaccinale.

Non vaccinati, vaccinati con ciclo primario incompleto e vaccinati con ciclo completato da meno di 14 giorni: quarantena di 10 giorni con test molecolare o antigenico al termine.

Vaccinati da più di 120 giorni e con Green Pass ancora valido: 5 giorni di quarantena e test molecolare o antigenico al termine.

Riassumendo

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Sono guarito, ma un altro componente del nucleo familiare si è ammalato: posso tornare a lavoro?

Sì, sempre che le persone del nucleo familiare infette rispettino l’isolamento. Se non vi sono le condizioni per evitare i contatti con gli ammalati, i conviventi devono stare in casa fino alla guarigione.

Sono guarito da 3 mesi, un componente del nucleo familiare è positivo: devo stare in quarantena?

No, chi è guarito da meno di 4 mesi o ha già fatto la terza dose di vaccino e convive con un positivo non deve fare la quarantena se è asintomatico. Sarà sufficiente isolare la persona positiva e osservare un periodo di auto sorveglianza di 5 giorni: se entro questo termine compare qualche sintomo, occorre un tampone, altrimenti terminerà il periodo di auto sorveglianza ma occorrerà indossare una Ffp2 per 10 giorni.

La quarantena dà diritto a un certificato di malattia da presentare al lavoro?

Il periodo di quarantena a cui è obbligato chi ha avuto un contatto diretto con un positivo è considerato malattia dall’Inps, sia nel pubblico che nel privato. Questo vale solo per chi non può svolgere il proprio lavoro in modalità smart working e dunque può continuare la sua attività da remoto senza assentarsi.

Indicazioni sia per la persona in quarantena che per i conviventi

Igiene delle mani

• Sia la persona in quarantena che i conviventi devono seguire una scrupolosa igiene delle mani, utilizzando acqua e sapone o, se non è possibile, utilizzando un gel a base idroalcolica; la persona in quarantena utilizzi preferibilmente asciugamani di carta usa e getta o asciugamano dedicato ad uso esclusivo.

E’ di particolare importanza l’igiene delle mani nelle seguenti situazioni:
– dopo aver usato il bagno e ogni volta che le mani sembrano sporche;
– prima e dopo la preparazione di cibo e prima di mangiare;
– a seguito di tosse e starnuti (si ricorda che durante tosse e starnuti occorre coprire la bocca e il naso con fazzoletti di carta o con l’interno del gomito).

Pulizia dei locali e lavaggio biancheria

– Pulire quotidianamente le superfici più frequentemente toccate (comodini, letto e altri mobili della camera da letto della persona in quarantena), usando un normale disinfettante domestico contenente soluzione di candeggina diluita; usare guanti monouso durante la pulizia;
– Disinfettare le superfici del bagno e dei sanitari (lavandino, wc, bidet, vasca/doccia) almeno una volta al giorno e dopo ogni utilizzo della persona in isolamento con un normale disinfettante domestico contenente una soluzione di candeggina diluita;
– Dopo l’uso del WC chiudere sempre la tavoletta prima di azionare lo scarico, per evitare aerosol;
– La biancheria della persona in quarantena (vestiti, lenzuola, asciugamani e teli da bagno) va tenuta in contenitore/sacchetto separato in attesa di essere lavata; lavare tale biancheria in lavatrice a 60– 90° C (meglio 90°C) con uso di comune detersivo;
– Le stoviglie utilizzate dalla persona in quarantena si possono lavare in lavastoviglie o a mano con acqua calda e detergente per piatti.

Rifiuti

Il materiale di rifiuto generato da persone in quarantena (fazzoletti di carta già usati, mascherine chirurgiche usate, asciugamani usa e getta, eventuali guanti a perdere, ecc…) deve essere collocato in sacchetto dei rifiuti dedicato e posto nella stanza della persona in isolamento, chiuso prima dello smaltimento con gli altri rifiuti domestici (rifiuti indifferenziati).

Fonte: Governo

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