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Costruire parti del corpo…usando una mela!

Vittorio Fontanesi 1 Luglio 2017
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Nel suo laboratorio all’universita di Ottawa, il “biohacker” Andrew Pelling è specializzato nel creare “oggetti funzionali” biologici e vivi che non esistono in natura, senza andare a modificare in alcun modo il DNA iniziale.
Le domande che sorgono spontanee sono due: come fa? Ma soprattutto: perché investire tempo, fondi e denaro in una ricerca così stramba?
Se alla prima domanda non esistono risposte semplici, per la seconda invece sì: questi processi potrebbero significare in futuro un metodo economico per garantire l’accesso all’innovazione medica a tutti, con una via low cost per ricreare parti del corpo umano da sostituire in caso di necessità.
La nuova frontiera della medicina, la riproduzione in vitro di parti del corpo, al momento richiede passaggi molto costosi partendo sempre da tessuti organici. Uno degli approcci più promettenti consiste nel partire dal tessuto dell’organo di un donatore, rimuovere le sue cellule, usare ciò che resta come struttura e popolarla con le staminali del paziente. Inutile dire che se fosse possibile partire da una struttura vegetale scomparirebbero tutti i problemi di scarsità tipici dell’approccio sopra con conseguente abbattimento dei costi.

Prendiamo l’esempio di una delle ultime creazioni del Dott. Pelling, un paio di orecchie costruite in vitro partendo da cellule umane innestate in una struttura di cellulosa vegetale (prelevata, appunto, da una mela). Non ci sono modifiche al genoma, e non è “biologia sintetica” quindi come si può definire?
“Quando uno dice ehi, ho fatto una mela con dentro cellule umane!”, dice Pelling alla rivista TED, “la gente pensa immediatamente che stiamo modificando il DNA, ma noi non tocchiamo il genoma. L’elemento che rende interessante i nostri esperimenti è che riusciamo a modificare la funzione biologica senza dover manipolare il DNA”.

La cosa buffa è che questa scoperta è arrivata quasi per caso: il laboratorio non era stat creato per trovare una nuova via alla creazione di parti del corpo: “Stavamo scherzando sul creare una pianta mostruosa come Audrey II nella piccola bottega degli orrori (ndr – gran film di tanti anni fa: se non l’avete ancora visto sappiate che vi perdete l’origine dei film comici così come li conoscete.)”.
La magia è tutta qui: giocare, provare, non avere uno scopo in quello che si fa, essere curiosi. Come è più facile trovare le cose quando non le si cerca, lo è anche cambiare il mondo quando si pensa soltanto a giocare.

Ecco il link all’articolo completo (in inglese) ed il link al video (in inglese)

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