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Approfondimenti Medicina

Malattie infiammatorie croniche intestinali: a cosa servono colonscopia e gastroscopia 

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Francesca 23 Maggio 2024
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Quando parliamo di malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), la colonscopia risulta essere un esame fondamentale. Consente infatti la diagnosi della malattia di Crohn e della colite ulcerosa, permette di monitorare l’attività di malattia, di sorvegliare il tumore al colon-retto, e aiuta nella gestione di alcune complicanze. 

Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Anita Busacca, gastroenterologa presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, dove è attivo il Centro Medico Chirurgico per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino.

Malattie infiammatorie croniche intestinali: a cosa servono colonscopia e gastroscopia 

La colonscopia è un esame che si svolge per via endoscopica e che permette di visualizzare la mucosa del colon e l’ultimo tratto dell’intestino tenue (ileo). La visualizzazione di queste due aree è fondamentale ai fini della diagnosi nelle malattie infiammatorie croniche intestinali e consente, inoltre di effettuare le biopsie per la conferma istologica delle MICI, che andranno effettuate sia sulla mucosa alterata, sia sulla mucosa sana. 

Anche la gastroscopia è un esame rilevante in presenza di MICI, poiché permette di osservare la parte alta dell’apparato digerente (esofago, stomaco e duodeno). La gastroscopia è, come la colonscopia, un esame endoscopico e viene utilizzata abitualmente a fini diagnostici nei pazienti in età pediatrica e in quei pazienti adulti con MICI che lamentano dei sintomi specifici, tra cui: 

  • difficoltà a deglutire (disfagia)
  • nausea
  • vomito
  • dolore addominale in regione epigastrica.

Diagnosi endoscopica di Crohn e colite ulcerosa

Il quadro clinico rilevato dagli esami endoscopici è differente in base alla patologia da cui è interessato il paziente. 

In presenza di malattia di Crohn, l’endoscopia rileverà in fase di diagnosi:

  • lesioni segmentarie
  • mucosa ad acciottolato
  • lesioni anali
  • ulcere aftoidi mucosali
  • ulcere lineari o serpignose.

In presenza di colite ulcerosa, verranno invece evidenziate:

  • lesioni continue
  • mucosa granulosa
  • scomparsa del reticolo vascolare
  • erosioni o microulcere 
  • interessamento del retto.

Gli esami endoscopici nel monitoraggio delle malattie infiammatorie croniche intestinali

La colonscopia è utile anche per valutare, una volta intrapreso il percorso di cura e trattamento, lo stato di infiammazione della mucosa e spegnerla anche dal punto di vista istologico e non solo sintomatico: l’infiammazione, infatti se non controllata, può condurre allo sviluppo di displasia e tumore.

In particolare, nelle malattie infiammatorie croniche intestinali con interessamento del colon, la colonscopia viene svolta a fini di sorveglianza a 8 anni dalla diagnosi, ma questo intervallo di tempo si riduce a un anno in presenza di colangite sclerosante primitiva.

Gli esami endoscopici, inoltre, si utilizzano per la gestione delle complicanze delle malattie infiammatorie croniche intestinali, come la stenosi, che può insorgere in quei pazienti già interessati da malattia di Crohn. 

Colonscopia: come prepararsi

La parte che spaventa di più i pazienti, quando devono effettuare la colonscopia, è la preparazione intestinale. Oggi vengono utilizzati dei preparati a basso volume (quindi 2 litri e non più 4/6 litri come in passato) e l’inizio della preparazione viene anticipato al giorno precedente l’esame. Aspetti, questi, che consentono una maggior tollerabilità per il paziente

La colonscopia viene inoltre effettuata in sedazione, cosciente o profonda in base al caso specifico e dunque non bisogna temere di provare dolore. Per la sedazione per la colonscopia si utilizzano due farmaci, benzodiazepine e oppioidi, utili sia a ridurre il dolore, sia ad aumentare il rilassamento.

Insomma, la colonscopia è un esame sicuro, con tassi di complicanza molto bassi, e fondamentale nell’ambito della diagnosi e della gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali.

Fonte: www.humanitas.it

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