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Assegno unico per i figlie: cos’è, a chi spetta e come richiederlo

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Redazione 22 Novembre 2021
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Da marzo 2022 entrerà a regime l’assegno unico per ogni figlio: verrà erogato in favore di chi ha figli, a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di età e ingloberà i vari benefici dello stesso tipo già esistenti. Da gennaio le famiglie potranno inoltrare la domanda dal sito dell’INPS.

Assegno unico per i figli: di cosa si tratta

L’assegno viene riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati a partire dal settimo mese di gravidanza; non avrà limiti di età per i figli disabili. Sono previste maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili e l’importo verrà calcolato in base all’ISEE famigliare.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico senza limiti di età dei figli: i minorenni riceveranno 105 euro al mese in più in caso di non autosufficienza, 95€ al mese in caso di disabilità grave e 85€ in più in caso di disabilità media.

I disabili tra i 18 e i 21 anni riceveranno 50 euro al mese in più mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee.

A chi spetta e come influisce l’ISEE?

L’assegno mensile arriverà fino a 175 euro, che scenderà a 85 per i figli tra i 18 e i 21 anni. L’importo verrà calcolato in base all’ISEE: 175€ per chi ha un Isee fino a 15mila euro, mentre per chi ha redditi superiori l’assegno scenderà progressivamente, fino al minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) per Isee oltre 40mila o per chi non presenta la dichiarazione. Se i genitori lavorano entrambi e l’Isee è basso si otterrà una maggiorazione di 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro di Isee. Le giovani madri fino a 21 anni riceveranno 20 euro al mese in più.

Nel calcolo conteranno anche gli immobili posseduti dai genitori, con effetti diretti sull’Isee, così come i patrimoni e i risparmi in banca finora che non erano rilevanti nell’attuale sistema di detrazioni per carichi familiari e assegni al nucleo.

L’assegno sarà erogato anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a sei mesi. Tra i requisiti vi sono il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

Assegno unico: come richiederlo?

La domanda va inoltrata obbligatoriamente tramite l’INPS e serve l’ISEE: se non si vuole presentare questa documentazione è indispensabile presentare un’autodichiarazione, ma in questo modo si riceverà solo la cifra minima, 50€ mensili.

La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono richiedere la corresponsione della quota di assegno loro spettante: è necessario che il figlio frequenti “un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea”, svolga “un tirocinio” o abbia un lavoro con reddito complessivo “inferiore a 8.000 euro annui”, sia“registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego”, svolga “il servizio civile universale”.

Fonte: Governo

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