Molte donne e ragazze in età fertile incontrano ostacoli sia economici sia pratici nel ricevere una diagnosi tempestiva di endometriosi. Due specialisti in ginecologia spiegano che la mancanza di sintomi specifici e la somiglianza con altre patologie portano spesso a un ritardo diagnostico che, a livello globale, può superare i dieci anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l'endometriosi coinvolga circa il 10% delle donne e ragazze in età riproduttiva nel mondo, pari a circa 190 milioni di persone WHO fact sheet.
L'endometriosi si verifica quando tessuto simile a quello dell'endometrio cresce in sedi anomale come ovaie, tube di Falloppio e tessuti pelvici. Questo provoca infiammazione, dolore e, in alcuni casi, infertilità. I sintomi possono comprendere dolore mestruale intenso, dolore pelvico cronico, dolore durante i rapporti sessuali, sanguinamento abbondante, stanchezza e disturbi intestinali o urinari. Alcune pazienti, però, possono avere pochi o nessun sintomo evidente. L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce che questa patologia può compromettere la qualità di vita delle donne, anche per la difficoltà nel riconoscere i sintomi e nell'accedere a cure adeguate.
Diagnosi e limiti delle terapie disponibili
Dr Adegboyega Adeyemi, consulente presso l'Ospedale Generale di Apapa, segnala che la diagnosi definitiva richiede spesso una laparoscopia, procedura invasiva e costosa che non è sempre disponibile. Tuttavia, le linee guida europee più recenti indicano che la laparoscopia non è più obbligatoria per la diagnosi: tecniche di imaging avanzate come ecografia transvaginale e risonanza magnetica possono identificare endometriomi ovarici e alcune forme di malattia profonda ESHRE guideline: Endometriosis. La diagnosi inizia di solito con un'anamnesi dettagliata e una valutazione clinica, seguite da esami di imaging quando necessario. Un esame fisico di routine non basta sempre a individuare la malattia, e la gravità dei sintomi non corrisponde per forza all'estensione delle lesioni visibili.
I sintomi più comuni sono dolore mestruale intenso, dolore durante i rapporti sessuali e, a volte, dolore lombare persistente. La variabilità delle manifestazioni rende difficile riconoscere la malattia senza un sospetto clinico elevato. L'imaging, soprattutto l'ecografia transvaginale, è centrale nella valutazione dei casi sospetti. Tuttavia, le lesioni superficiali di piccole dimensioni possono sfuggire agli esami strumentali, rendendo necessaria una diagnosi integrata. Al momento non esistono biomarcatori ematici affidabili per la diagnosi: una revisione di 122 biomarcatori su 141 studi non ha trovato test del sangue abbastanza accurati da sostituire la valutazione clinica e strumentale WHO.
Le opzioni terapeutiche, come il farmaco danazolo, hanno costi elevati e possono causare effetti collaterali importanti, tra cui alterazioni della voce, acne e vampate di calore. Adeyemi sottolinea che le donne con endometriosi che affrontano problemi di infertilità si trovano spesso davanti a ulteriori ostacoli economici, poiché la fecondazione in vitro rappresenta una soluzione onerosa. Le linee guida europee chiariscono che la gravidanza non è raccomandata come trattamento per l'endometriosi, superando così vecchie convinzioni che potevano ritardare la presa in carico adeguata. Il trattamento va personalizzato e può includere terapie ormonali, analgesici, chirurgia selettiva, fisioterapia e supporto psicologico, con l'obiettivo di controllare i sintomi e preservare la qualità di vita. La chirurgia viene valutata caso per caso, soprattutto in presenza di dolore persistente non responsivo ai farmaci, infertilità associata alla malattia, endometriomi ovarici o coinvolgimento di intestino, vescica o ureteri, considerando anche i possibili effetti sulla riserva ovarica.
Consapevolezza e accesso ai servizi sanitari
Dr Qudus Lawal, ginecologo presso l'Irrua Specialist Teaching Hospital, riferisce che la diagnosi dell'endometriosi arriva spesso in ritardo, con una media di circa dodici anni dall'inizio dei sintomi. Lawal invita a non trascurare il dolore mestruale e a rivolgersi al medico per una valutazione, poiché i sintomi possono essere confusi con altre patologie come disturbi gastrointestinali o altre condizioni pelviche. La consapevolezza della malattia resta bassa sia tra la popolazione sia tra alcuni operatori sanitari, rendendo necessario un maggiore impegno informativo e formativo. Secondo esperti clinici, la diagnosi precoce è fondamentale per un trattamento efficace e per limitare le complicanze a lungo termine.
Entrambi gli specialisti chiedono di ampliare la copertura assicurativa sanitaria per includere le procedure diagnostiche, i farmaci e i trattamenti necessari alle donne con endometriosi. Secondo quanto riportato dall'Agenzia di stampa nigeriana NAN, la richiesta di maggiore attenzione istituzionale si accompagna alla necessità di formare più specialisti e di migliorare l'accessibilità alle cure. L'endometriosi è una condizione cronica che può richiedere una gestione prolungata, con strategie terapeutiche adattate alle esigenze individuali e con il coinvolgimento di diversi professionisti sanitari.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda all'articolo originale pubblicato da NAN.