fbpx
Caricamento

Type to search

Assistenza Medicina

Presa in carico: il Medico di Medicina Generale

Camilla Retagli 12 Aprile 2018
Social

Innanzitutto spetterà al medico scegliere se aderire al sistema di Presa in Carico o rifiutarsi, nel qual caso verrà informato qualora alcuni tra i suoi assistiti decideranno in modo opposto al suo.

Continuerà a occuparsi delle prescrizioni che non entrano nell’area della malattia cronica, ma in questo ambito potrà soltanto fornire un parere non vincolante entro 15 giorni sul PAI (Piano di Assistenza Individuale) redatto dal Medico Specialista. Se in disaccordo, potrà al massimo inviare comunicazione alla propria ATS di riferimento.

I dati sulle adesioni dei medici di base alla riforma hanno suscitato nei mesi scorsi molti dubbi e perplessità: in particolare il S.I.ME.T. (Sindacato Italiano Medici del Territorio) mostra come nel calcolo delle percentuali fornite dalla Regione ci sia un importante errore procedurale (clicca qui).

-Per il nostro approfondimento generale sulla presa in carico del paziente cronico clicca qui.-

Se invece il medico deciderà per avere un ruolo attivo, questo potrà essere declinato in modi diversi: potrà essere lui stesso un gestore, quando si tratta di propri assistiti, aggregandosi ad altri Medici di Medicina Generale. Sarà proprio questa aggregazione ad essere il soggetto titolare della presa in carico, e come tale dovrà indicare gli enti erogatori delle prestazioni necessarie e richieste, in assenza di conflitti di interesse.

Il medico potrà anche essere coinvolto in qualità dico-gestore, dando il suo contributo a definire il PAI (che dovrà anche sottoscrivere con paziente e l’altro Gestore coinvolto) e/o garantire altre prestazioni. Per farlo, dovrà prima comunicare alla ATS la sua disponibilità.

Ovviamente, se né il Medico né l’assistito decideranno per aderire alla riforma, il loro rapporto rimarrà invariato.

A partire da lunedì 15 gennaio, inizieranno ad arrivare nella casella delle lettere di oltre tre milioni di pazienti cronici (i 30% della popolazione) la lettera della Regione Lombardia per spiegare nel dettaglio questa rivoluzione.

Fonte: Welfare CISL, Regione Lombardia, SIMET

Quello che leggi ti è utile? Regala un like alla nostra pagina facebook e resta sempre informato sulle novità in Lombardia 

Tags:

Potrebbe interessarti

Menu