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Approfondimenti Medicina

Covid, picco di casi estivi: cosa fare in caso di positività?

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Francesca 11 Luglio 2024
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Nonostante il caldo e il periodo estivo continuano a crescere i casi di persone positive al Covid: quali sono i nuovi sintomi e cosa fare in caso di positività?

Dal 27 giugno al 3 luglio sono stati 3.855 i nuovi casi rilevati secondo i dati del bollettino settimanale sul monitoraggio di Covid-19, diffuso il 5 luglio da Ministero della Salute e Istituto Superiore di sanità (ISS). Nella settimana precedente, dal 20 al 26 giugno, si erano registrati 2.505 nuovi contagi. 

Covid, picco di casi: cosa fare?

In Italia la variante al momento più diffusa resta la «JN.1», con tutti i suoi sotto-lignaggi, in particolare la sottovariante «KP.3», più contagiosa rispetto alle precedenti.

I sintomi più comuni tipici delle varianti in circolazione sono: raffreddore, febbretosse, mal di gola, dolori muscolari.
Le varianti in circolazione interessano principalmente le alte vie respiratorie, causando quindi raffreddore, un po’ di febbre, mal di gola, mal di testa, ma poche polmoniti. Anche se si tratta di forme poco aggressive, quando colpiscono una persona fragile possono causare gravi conseguenze ed essere anche letali.

Cosa fare se si sospetta di avere il Covid? 

È sempre consigliabile effettuare un tampone per capire se si ha il Covid, essere più vigili se dovesse peggiorare, ma anche per adottare misure precauzionali in modo da evitare di infettare persone fragili o che sono in contatto con persone fragili. Se non si hanno patologie croniche e ci si dovesse contagiare con sintomi lievi, si consiglia di restare a casa e prendere i farmaci che si assumono abitualmente, come antinfiammatori e antipiretici in caso di febbre. 

Il sintomo cui prestare maggiore attenzione è la comparsa di insufficienza respiratoria, cioè si ha il fiatone e, in un minuto, gli atti respiratori arrivano a 22-24. In questo caso occorre contattare subito il medico di famiglia

Cosa fare per proteggersi

Gli accorgimenti raccomandati dagli esperti e dal ministero della Salute per ridurre il rischio di infezione e proteggere se stessi e gli altri sono sempre i soliti. Consigliate le misure di prevenzione già ampiamente raccomandate, come lavaggio delle mani e uso della mascherina, specialmente per persone fragili che si trovano in ambienti chiusi e affollati. 

Un recente provvedimento del ministero della Salute ha abolito l’obbligo della mascherina negli ospedali e nelle Rsa, ma demanda alle direzioni sanitarie la decisione di mantenere o meno l’obbligo, almeno per i reparti ad alto rischio.

Chi deve vaccinarsi?

Vaccinarsi contro il Covid è raccomandato in particolare alle persone anziane e fragili, maggiormente a rischio di complicanze gravi e anche fatali se contraggono la malattia.

Arriveranno in autunno nuovi vaccini aggiornati alle varianti in circolazione.

Chi ha avuto il Covid o si è vaccinato negli ultimi 7-8 mesi può aspettare il nuovo vaccino aggiornato, ma purtroppo solo 12  persone fragili su 100 si sono vaccinate negli ultimi mesi, quindi sarebbe auspicabile che si vaccinassero subito e poi facessero il richiamo a dicembre/gennaio col nuovo vaccino.

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