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Approfondimenti Medicina

Pap Test in fase liquida: cos’è, come funziona e quando effettuarlo

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Redazione 21 Giugno 2022
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Il Pap test ‘in fase liquida’ consente maggior precisione e può evitare un secondo prelievo: lo specialista ci spiega come funziona e quali sono i benefici.

Il Pap test è un esame di screening realizzato in donne sane, con lo scopo di individuare precocemente eventuali tumori del collo dell’utero, o alterazioni che possono rappresentare un pericolo per il futuro. 

Dalla sua introduzione, il cancro alla cervice è diminuito di oltre il 70%. 

Oggi, grazie a una nuova tecnica di analisiil Pap test ‘in fase liquida’, è in grado di dare risultati più precisi e accurati, con una maggiore sensibilità diagnostica. La dott.ssa Roberta Mombelli, ginecologa dell’IRCCS Policlinico San Donato, ci spiega in dettaglio in cosa consiste l’esame e quali sono le differenze tra Pap test tradizionale e Pap test ‘in fase liquida’. 

Che cos’è il pap test in fase liquida

“Il Pap test è un esame citologico effettuato tramite un prelievo veloce e indolore. La metodica tradizionale, su fase solida, prevede che le cellule prelevate dal collo uterino vengano strisciate su un vetrino e osservate al microscopio per studiarne le caratteristiche. 

Oggi è disponibile una nuova tecnica, chiamata Pap test ‘in fase liquida’, che si esegue con le stesse modalità di quello tradizionale. Ciò che cambia è la conservazione del campione prelevato.

Con questo nuovo metodo, le cellule prelevate dal collo dell’utero vengono inserite in un contenitore riempito con un liquido fissativo che consente di conservarle per un periodo di tempo più lungo, mantenendo inalterate un maggior numero di informazioni. 

Una volta inviato il contenitore al laboratorio, le cellule vengono separate meccanicamente dal materiale non utile. Questa nuova procedura permette di ottenere campioni di analisi più rappresentativi, riducendo le possibilità di prelievi inadeguati. Oltre ad una migliore conservazione, infatti, le cellule rilevanti per l’analisi sono le uniche presenti sul vetrino da analizzare”.

I vantaggi del Pap Test in fase liquida

Il nuovo metodo di processazione e conservazione garantisce una diagnosi più sensibile e accurata. Nello specifico, rispetto al Pap test tradizionale:

  • vengono individuate con maggior precisione eventuali lesioni precancerose che, se non trattate, potrebbero dare origine al tumore al collo dell’utero; 
  • è possibile rintracciare lesioni ghiandolari;
  • migliora la sensibilità diagnostica;
  • si riducono i casi di diagnosi incerta, che possono allertare inutilmente la paziente; 
  • il materiale cellulare residuo può essere utilizzato per altri test molecolari aggiuntivi, come la ricerca di DNA o RNA di HPV, senza che la paziente debba sottoporsi a un secondo prelievo.

Quando effettuare il Pap test

“Il Sistema Sanitario Nazionale ha definito dei programmi di screening che offrono a tutte le donne, di età compresa tra i 25 e i 64 anni, un Pap test ogni 3 anni. Secondo le prove scientifiche disponibili, quest’intervallo di tempo rende massimi i benefici dello screening e riduce al minimo le visite richieste.

Il Pap test non può essere eseguito durante il periodo mestruale, per cui è opportuno fissare l’appuntamento almeno 4-5 giorni dopo la fine delle mestruazioni o 1 settimana prima di quando si prevede possa iniziare il ciclo successivo”.

Come prepararsi all’esame di screening

Prima di sottoporsi all’esame, per non compromettere l’esito, è necessario: 

  • sospendere eventuali terapie locali (come ovuli, creme o lavande vaginali) almeno nei 4 giorni precedenti;
  • non avere rapporti sessuali e non fare bagni in immersione (vasca, piscina, mare) nelle 24 ore precedenti.

Fonte: www.grupposandonato.it

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