Dismenorrea: cause, sintomi e trattamenti
Con il termine dismenorrea, si indicano più genericamente tutti quei dolori associati al ciclo mestruale: con lo specialista vediamo quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti disponibili.
La dismenorrea si differenzia dalle comuni sensazioni crampiformi, avvertite da molte donne nel corso della mestruazione, in quanto è una condizione di intensità tale da richiedere un inquadramento clinico specialistico.
Spesso, determina una limitazione allo svolgimento della normale attività quotidiana della paziente e quindi è causa di assenteismo nelle pazienti più giovani dalla scuola o, in quelle più adulte, dal lavoro.
Il dottor Matteo Schimberni, ginecologo presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta dal Professor Massimo Candiani, spiega quali sono i sintomi, le cause e quali sono i trattamenti più efficaci conservativi e chirurgici.
Dismenorrea: cause, sintomi e trattamenti
“Le donne che soffrono di questa condizione sono numerose e quelle particolarmente a rischio sono le adolescenti dove, in circa il 15% dei casi, si manifesta con sintomi severi - spiega il dr. Schimberni -.
Altri fattori di rischio sono:
- donne che hanno avuto il menarca (cioè il primo ciclo) in età particolarmente precoce (prima dei 10-11 anni);
- donne con mestruazioni particolarmente abbondanti (menorragie);
- donne con flussi irregolari;
- donne che non hanno mai avuto gravidanze.
In alcuni casi, la sintomatologia è facilmente controllabile con comuni antidolorifici, mentre in altri, questi non sono sufficienti a gestire la sintomatologia dolorosa e si tratta appunto di un problema estremamente debilitante”.
Dismenorrea primaria e secondaria: quali differenze
Per avere una panoramica più completa della dismenorrea, è necessario distinguere tra:
- dismenorrea primaria;
- dismenorrea secondaria.
La dismenorrea primaria
“La dismenorrea primaria - spiega lo specialista - è una condizione in cui le cause non sono ancora del tutto note, sembra avere una vera e propria genesi multifattoriale in cui un ruolo predominante potrebbe essere svolto dalle prostaglandine (mediatori flogistici), responsabili:
- dell’ipercontrattilità della parete uterina con riduzione del flusso ematico uterino;
- della conseguente sintomatologia dolorosa.
Solitamente, la dismenorrea primaria si manifesta intorno ai 6-12 mesi dopo il menarca.
La dismenorrea secondaria
Anche la dismenorrea secondaria presenta un meccanismo sottostante di cui possono essere responsabili le prostaglandine; tuttavia, in questi casi, è possibile identificare una vera e propria causa organica secondaria a una patologia sottostante. Cause comuni di dismenorrea secondaria possono essere:
- l’endometriosi pelvica, patologia caratterizzata dalla presenza di cellule endometriali (che normalmente si trovano all’interno della cavità uterina) al di fuori dell’utero, quindi in varie sedi all’interno della cavità addominale;
- l’adenomiosi, in cui le ghiandole endometriali si fanno strada dalla mucosa verso la parete muscolare dell’utero;
- le anomalie mulleriane congenite come, ad esempio, l’utero bicorne con corno non comunicante con la cervice o vagina doppia con emivagina non comunicante;
- la malattia pelvica infiammatoria cronica;
- i fibromi uterini, tumori benigni delle cellule muscolari lisce dell’utero;
- i polipi endometriali;
- il varicocele pelvico;
- l’utilizzo di dispositivi uterini (es. spirali);
- la stenosi del canale cervicale secondaria, per esempio, a un aborto settico o a chirurgia cervicale.”
I sintomi della dismenorrea
“La dismenorrea è caratterizzata da un dolore di tipo colico che interessa la parte inferiore dell’addome (pelvi), con momenti di maggior intensità e sofferenza in alternanza a momenti in cui il dolore invece si attenua - afferma lo specialista -. Alle volte questa sintomatologia si può estendere alla schiena, agli arti inferiori e può associarsi a:
- nausea;
- vomito;
- vertigini;
- sudorazione intensa;
- episodi diarroici.
La dismenorrea secondaria può verificarsi in qualsiasi momento dopo il menarca, generalmente a esordio più tardivo, e si può associare a sintomi come:
- irregolarità mestruale;
- ciclo particolarmente abbondante;
- dispareunia (dolore ai rapporti sessuali);
- disturbi urinari:
- disturbi dell’alvo;
- infertilità”.
Come si diagnostica la dismenorrea
Un’accurata anamnesi associata alla visita ginecologica con ecografia (per la valutazione di ovaie e utero) sono sufficienti per diagnosticare la causa sottostante.
Ulteriori importanti informazioni per la diagnosi della dismenorrea primaria sono:
- l’età di insorgenza;
- la localizzazione del dolore;
- la durata e le caratteristiche del dolore;
- i fattori che possono portare a un aggravamento del dolore o a un miglioramento della sintomatologia come, ad esempio, l’utilizzo dei contraccettivi ormonali o degli antidolorifici.
Quando anamnesi e visita non dovessero essere dirimenti, esistono ulteriori esami strumentali che possono fornire informazioni cliniche utili come la risonanza magnetica o l’isteroscopia, fino ad arrivare, nei casi in cui nessuno degli esami precedentemente elencati dovesse essere esaustivo o non dovesse esserci un buon controllo della sintomatologia con la terapia medica, alla laparoscopia diagnostica.
Trattamenti e rimedi
“Il trattamento della dismenorrea, sia primaria sia secondaria - dichiara il dott. Schimberni - , ha lo scopo di alleviare il dolore mestruale della paziente, andando quindi ad agire sulla causa sottostante. Sicuramente, gioca un ruolo importante la produzione delle prostaglandine e quindi l’utilizzo di inibitori delle prostaglandine come:
- FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei);
- i comuni antidolorifici, che sono efficaci in circa il 70% dei casi”.
Anche l’esercizio fisico o l’utilizzo di integratori a base di magnesio e vitamina B, da assumere la settimana prima del ciclo, possono essere dei validi aiuti nella gestione del dolore.
Se la dismenorrea continua a interferire con le normali attività quotidiane, è consigliabile l’utilizzo di farmaci ovarostatici, cioè che sopprimono l’ovulazione, al fine di ridurre al minimo il flusso mestruale con l’utilizzo di estroprogestinici a basso dosaggio (es. pillola anticoncezionale) o progestinici che, nel 65-70% dei casi, forniscono un netto miglioramento della sintomatologia.
Nei casi di dismenorrea secondaria in cui la terapia medica non è risolutiva nella gestione della sintomatologia, trova indicazione l’approccio chirurgico sulla patologia sottostante; generalmente, si tratta di interventi di chirurgia mininvasiva, per via laparoscopica o vaginale, e possono variare a seconda della patologia diagnosticata.
“Proprio perché le cause di dismenorrea primaria e secondaria sono molteplici, è importante rivolgersi presso un centro specializzato come il nostro Dipartimento di Ginecologia, diretto dal prof. Massimo Candiani, con ambulatori dedicati a ognuna delle patologie che possono essere causa di questa importante condizione (es. ambulatorio di anomalie mulleriane, endometriosi, patologia endouterina ecc.)” conclude il ginecologo.
Fonte: www.hsr.it