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Approfondimenti Medicina

Dismenorrea: cause, sintomi e trattamenti

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Francesca 26 Luglio 2024
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Con il termine dismenorrea, si indicano più genericamente tutti quei dolori associati al ciclo mestruale: con lo specialista vediamo quali sono le cause, i sintomi e i trattamenti disponibili.

La dismenorrea si differenzia dalle comuni sensazioni crampiformi, avvertite da molte donne nel corso della mestruazione, in quanto è una condizione di intensità tale da richiedere un inquadramento clinico specialistico.

Spesso, determina una limitazione allo svolgimento della normale attività quotidiana della paziente e quindi è causa di assenteismo nelle pazienti più giovani dalla scuola o, in quelle più adulte, dal lavoro.

Il dottor Matteo Schimberni, ginecologo presso l’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, diretta dal Professor Massimo Candiani, spiega quali sono i sintomi, le cause e quali sono i trattamenti più efficaci conservativi e chirurgici.

Dismenorrea: cause, sintomi e trattamenti

“Le donne che soffrono di questa condizione sono numerose e quelle particolarmente a rischio sono le adolescenti dove, in circa il 15% dei casi, si manifesta con sintomi severi - spiega il dr. Schimberni -.

Altri fattori di rischio sono:

  • donne che hanno avuto il menarca (cioè il primo ciclo) in età particolarmente precoce (prima dei 10-11 anni);
  • donne con mestruazioni particolarmente abbondanti (menorragie);
  • donne con flussi irregolari;
  • donne che non hanno mai avuto gravidanze.

In alcuni casi, la sintomatologia è facilmente controllabile con comuni antidolorifici, mentre in altri, questi non sono sufficienti a gestire la sintomatologia dolorosa e si tratta appunto di un problema estremamente debilitante”.

Dismenorrea primaria e secondaria: quali differenze

Per avere una panoramica più completa della dismenorrea, è necessario distinguere tra: 

  • dismenorrea primaria;
  • dismenorrea secondaria.

La dismenorrea primaria

“La dismenorrea primaria - spiega lo specialista - è una condizione in cui le cause non sono ancora del tutto note, sembra avere una vera e propria genesi multifattoriale in cui un ruolo predominante potrebbe essere svolto dalle prostaglandine (mediatori flogistici), responsabili: 

  • dell’ipercontrattilità della parete uterina con riduzione del flusso ematico uterino; 
  • della conseguente sintomatologia dolorosa. 

Solitamente, la dismenorrea primaria si manifesta intorno ai 6-12 mesi dopo il menarca

La dismenorrea secondaria

Anche la dismenorrea secondaria presenta un meccanismo sottostante di cui possono essere responsabili le prostaglandine; tuttavia, in questi casi, è possibile identificare una vera e propria causa organica secondaria a una patologia sottostante. Cause comuni di dismenorrea secondaria possono essere: 

  • l’endometriosi pelvica, patologia caratterizzata dalla presenza di cellule endometriali (che normalmente si trovano all’interno della cavità uterina) al di fuori dell’utero, quindi in varie sedi all’interno della cavità addominale;
  • l’adenomiosi, in cui le ghiandole endometriali si fanno strada dalla mucosa verso la parete muscolare dell’utero; 
  • le anomalie mulleriane congenite come, ad esempio, l’utero bicorne con corno non comunicante con la cervice o vagina doppia con emivagina non comunicante; 
  • la malattia pelvica infiammatoria cronica;
  • i fibromi uterini, tumori benigni delle cellule muscolari lisce dell’utero;
  • polipi endometriali;
  • il varicocele pelvico;
  • l’utilizzo di dispositivi uterini (es. spirali);
  • la stenosi del canale cervicale secondaria, per esempio, a un aborto settico o a chirurgia cervicale.”

I sintomi della dismenorrea

“La dismenorrea è caratterizzata da un dolore di tipo colico che interessa la parte inferiore dell’addome (pelvi), con momenti di maggior intensità e sofferenza in alternanza a momenti in cui il dolore invece si attenua - afferma lo specialista -. Alle volte questa sintomatologia si può estendere alla schiena, agli arti inferiori e può associarsi a:

  • nausea;
  • vomito;
  • vertigini;
  • sudorazione intensa;
  • episodi diarroici. 

La dismenorrea secondaria può verificarsi in qualsiasi momento dopo il menarca, generalmente a esordio più tardivo, e si può associare a sintomi come:

  • irregolarità mestruale;
  • ciclo particolarmente abbondante;
  • dispareunia (dolore ai rapporti sessuali);
  • disturbi urinari:
  • disturbi dell’alvo;
  • infertilità”.

Come si diagnostica la dismenorrea

Un’accurata anamnesi associata alla visita ginecologica con ecografia (per la valutazione di ovaie e utero) sono sufficienti per diagnosticare la causa sottostante.

Ulteriori importanti informazioni per la diagnosi della dismenorrea primaria sono: 

  • l’età di insorgenza;
  • la localizzazione del dolore;
  • la durata e le caratteristiche del dolore;
  • i fattori che possono portare a un aggravamento del dolore o a un miglioramento della sintomatologia come, ad esempio, l’utilizzo dei contraccettivi ormonali o degli antidolorifici. 

Quando anamnesi e visita non dovessero essere dirimenti, esistono ulteriori esami strumentali che possono fornire informazioni cliniche utili come la risonanza magnetica o l’isteroscopia, fino ad arrivare, nei casi in cui nessuno degli esami precedentemente elencati dovesse essere esaustivo o non dovesse esserci un buon controllo della sintomatologia con la terapia medica, alla laparoscopia diagnostica.

Trattamenti e rimedi

“Il trattamento della dismenorrea, sia primaria sia secondaria - dichiara il dott. Schimberni - , ha lo scopo di alleviare il dolore mestruale della paziente, andando quindi ad agire sulla causa sottostante. Sicuramente, gioca un ruolo importante la produzione delle prostaglandine e quindi l’utilizzo di inibitori delle prostaglandine come:

  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei);
  • i comuni antidolorifici, che sono efficaci in circa il 70% dei casi”. 

Anche l’esercizio fisico o l’utilizzo di integratori a base di magnesio e vitamina B, da assumere la settimana prima del ciclo, possono essere dei validi aiuti nella gestione del dolore. 

Se la dismenorrea continua a interferire con le normali attività quotidiane, è consigliabile l’utilizzo di farmaci ovarostatici, cioè che sopprimono l’ovulazione, al fine di ridurre al minimo il flusso mestruale con l’utilizzo di estroprogestinici a basso dosaggio (es. pillola anticoncezionale) o progestinici che, nel 65-70% dei casi, forniscono un netto miglioramento della sintomatologia.

Nei casi di dismenorrea secondaria in cui la terapia medica non è risolutiva nella gestione della sintomatologia, trova indicazione l’approccio chirurgico sulla patologia sottostante; generalmente, si tratta di interventi di chirurgia mininvasiva, per via laparoscopica o vaginale, e possono variare a seconda della patologia diagnosticata.

“Proprio perché le cause di dismenorrea primaria e secondaria sono molteplici, è importante rivolgersi presso un centro specializzato come il nostro Dipartimento di Ginecologia, diretto dal prof. Massimo Candiani, con ambulatori dedicati a ognuna delle patologie che possono essere causa di questa importante condizione (es. ambulatorio di anomalie mulleriane, endometriosi, patologia endouterina ecc.)” conclude il ginecologo.

Fonte: www.hsr.it

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