Un uomo francese di 61 anni, già affetto da leucemia e sottoposto a trapianto di cellule staminali presso l'Ospedale Civile di Lione, è morto dopo aver contratto il virus Shamonda. Il paziente, con un sistema immunitario gravemente compromesso, ha sviluppato sintomi neurologici come cecità e confusione, poi è entrato in coma ed encefalite fatale. È deceduto il 9 ottobre 2026, a 16 giorni dall'inizio dei sintomi neurologici. Questo episodio segna la prima infezione umana documentata al mondo da un virus che, fino a pochi mesi fa, la comunità scientifica considerava esclusivamente animale e legato soprattutto a bovini e altri animali da allevamento secondo la Pan American Health Organization.
Il virus Shamonda circola tra gli animali da allevamento in Europa, in particolare tra i bovini, ma è stato rilevato anche in cavalli, alpaca, pecore e capre. La trasmissione tra animali avviene tramite i morsi di piccoli insetti ematofagi, in particolare i moscerini Culicoides. Il virus fu identificato per la prima volta in Nigeria negli anni '60. Nel 2026, una variante geneticamente distinta è stata rilevata in Europa occidentale e centrale, con conferme in Germania meridionale, Svizzera e Francia orientale dopo test genomici su bovini malati come riportato dal Dipartimento dell'Agricoltura dell'Irlanda del Nord.
Contagio e sintomi: cosa si sa
Le informazioni disponibili non consentono di definire con precisione i sintomi dell’infezione da virus Shamonda nell’uomo, né di stabilire il rischio effettivo per la popolazione generale. Il caso descritto riguarda una persona con grave immunodepressione, quindi non si possono estendere automaticamente le conclusioni a soggetti sani. Il paziente ha manifestato cecità, confusione, coma ed encefalite fatale. Secondo l'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), il lungo periodo di incubazione e la gravità della malattia sono stati probabilmente influenzati dalla condizione clinica preesistente del paziente. La modalità di trasmissione nell’uomo resta incerta. Le indagini hanno individuato come probabile via di infezione la puntura di un moscerino infetto nella zona della Francia orientale, dove il virus aveva circolato tra gli animali durante la primavera e l'estate 2026. Non è stato dimostrato un passaggio diretto da bovino a uomo e non risultano casi documentati di trasmissione da animale a uomo o tra esseri umani come riportato da Reuters.
Non sono stati segnalati altri casi umani e non emergono al momento indicazioni di pericolo imminente per l’Italia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato l’evento come un caso isolato, ritenendo improbabile una diffusione più ampia sulla base delle conoscenze attuali sui virus correlati e dell’assenza di trasmissione interumana. Il virus Shamonda, al momento del primo caso umano, non era classificato come malattia soggetta a sorveglianza obbligatoria secondo la normativa europea sulla salute animale. Non sono previsti programmi di controllo ufficiali, restrizioni agli spostamenti del bestiame o obblighi vaccinali. La situazione viene monitorata dagli esperti internazionali, che sottolineano la necessità di ulteriori studi per valutare il potenziale rischio zoonotico e comprendere meglio le modalità di trasmissione e i possibili sintomi nell’uomo. Le autorità sanitarie europee e internazionali, tra cui ECDC e PAHO, ribadiscono che si tratta di un allerta che richiede attenzione e indagini, ma non motivo di allarme per la popolazione generale.
Per approfondimenti, si rimanda anche alla copertura precedente e agli aggiornamenti delle principali organizzazioni sanitarie internazionali.