Nei comuni dell'Irpinia dove la contaminazione ambientale raggiunge livelli più alti, il rischio di tumori maligni e la mortalità per tumore polmonare risultano superiori rispetto alle zone meno esposte. I dati arrivano dai risultati finali dello studio condotto dalla Procura della Repubblica di Avellino insieme all'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha preso in esame 86 comuni e censito 296 siti potenzialmente contaminanti tra industrie e impianti di gestione rifiuti, oltre ad aree di smaltimento illecito. La collaborazione tra Procura e ISS è partita nell'aprile 2024 e ha portato a una mappatura dettagliata dei siti a rischio ambientale nella provincia.
L'indagine indica che circa il 51% della popolazione residente vive entro un chilometro da almeno uno dei siti individuati. Nei comuni inseriti nella fascia di rischio ambientale più alta, si registra un aumento del 21% della mortalità per tumore polmonare, del 17% dell'incidenza complessiva dei tumori maligni e del 25% dell'incidenza del tumore della mammella tra le donne, rispetto alle aree con rischio più basso. Questi dati derivano dall'analisi di indicatori sanitari a livello comunale e vengono presentati come associazioni epidemiologiche di area, senza dimostrare un nesso causale individuale. Altre associazioni riguardano patologie oncologiche diverse e, tra i giovani fino a 19 anni, si nota un aumento delle ospedalizzazioni per malattie respiratorie acute.
Associazioni epidemiologiche e limiti interpretativi
Lo studio, sviluppato nell'ambito di un accordo di collaborazione scientifica avviato nell'aprile 2024, evidenzia che, pur con dati complessivi in linea con i riferimenti regionali, alcune aree mostrano eccessi di rischio collegati all'esposizione ambientale. Avellino, Atripalda e Solofra rientrano tra i comuni nella classe di rischio ambientale più alta. Il censimento dei siti ha incluso impianti industriali e strutture di gestione dei rifiuti, oltre ad aree sospettate di smaltimento illecito. La vicinanza entro un chilometro è stata usata come proxy di esposizione, ma non implica per forza un'esposizione diretta a contaminanti specifici o a dosi dannose.
Gli indicatori sanitari complessivi dell'area di studio risultano generalmente coerenti con i valori di riferimento regionali, mentre gli eccessi si concentrano nelle aree a rischio più elevato. L'analisi suggerisce che l'esposizione ambientale possa aver contribuito agli eccessi osservati insieme ad altri determinanti di salute. Non sono stati diffusi dettagli su eventuali aggiustamenti per fattori come fumo, occupazione, status socioeconomico, struttura per età, accesso alle cure o migrazione. La distinzione tra confronto regionale e variazioni locali è rilevante dal punto di vista epidemiologico, perché le differenze tra comuni o classi di esposizione possono essere mascherate da medie generali.
Tra i territori più colpiti si trovano Avellino, Atripalda e Solofra, inseriti nella classe di rischio ambientale più alta. I risultati danno forza alla richiesta di Legambiente di affrontare in modo strutturale il rapporto tra ambiente, salute e sviluppo locale, promuovendo interventi di bonifica e monitoraggio e coinvolgendo le comunità. Legambiente sottolinea la necessità di trasformare le nuove conoscenze scientifiche in azioni concrete per la tutela della salute e dell'ambiente, chiedendo alle istituzioni di fissare priorità di intervento e garantire trasparenza e accessibilità dei dati.
Non risultano al momento decisioni amministrative, decreti regionali, programmi di bonifica o finanziamenti specifici attivati dopo lo studio. Le percentuali di aumento del rischio oncologico riportate non rappresentano soglie regolatorie adottate né costituiscono prova che la contaminazione abbia causato singoli casi di tumore. Il tema si inserisce in una più ampia preoccupazione di sanità pubblica per la relazione tra siti di rifiuti, emissioni industriali, contaminazione del suolo e pattern di malattia in Campania, come emerge anche da precedenti indagini dell'Istituto Superiore di Sanità e da iniziative della Regione Campania. Si attendono ulteriori sviluppi in relazione a possibili misure di monitoraggio, bonifica e coinvolgimento delle comunità locali.
Per approfondimenti, si rimanda anche alla copertura originale su AvellinoToday.