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Invikafusp mostra risultati promettenti nei tumori solidi resistenti

Invikafusp mostra risultati promettenti nei tumori solidi resistenti TiSOStengo.com © www.tisostengo.com
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Uno studio clinico internazionale ha valutato invikafusp, un nuovo farmaco immunoterapico, in pazienti con tumori solidi avanzati resistenti alle terapie. I risultati preliminari indicano una buona tollerabilità e un controllo della malattia in oltre la metà dei casi trattati.

Un gruppo internazionale di ricerca ha testato invikafusp, un nuovo farmaco immunoterapico, su pazienti con tumori solidi avanzati che non rispondevano più alle terapie disponibili. I dati pubblicati su Nature Medicine e presentati al congresso ESMO 2026 mostrano che il trattamento ha permesso di ottenere un controllo della malattia nel 59,3% dei pazienti trattati con dosi ottimali, con una riduzione significativa delle dimensioni tumorali nel 14,8% dei casi. In totale, la fase 1/2 dello studio START-001 ha coinvolto 58 partecipanti in 10 centri oncologici tra Canada, Francia, Spagna e Stati Uniti, con 52 pazienti inclusi nell'analisi principale di efficacia su 21 tipi di tumore solido. Nel gruppo trattato con la dose raccomandata, 16 su 27 pazienti non hanno avuto progressione della malattia. Inoltre, 12 pazienti (44,4%) hanno mostrato una qualche riduzione del tumore. Nel set più ampio della fase 2, che comprendeva 62 pazienti valutabili con otto tipi di tumore, la percentuale di risposta obiettiva è stata del 18% e il tasso di controllo della malattia del 60%, con una riduzione del tumore osservata nel 56% dei casi. Questi risultati sono stati ottenuti in una popolazione eterogenea e fortemente pretrattata, prevalentemente resistente ai checkpoint immunitari, come riportato anche da University Health Network e BioSpace.

Lo studio, denominato START-001 e sponsorizzato da Marengo Therapeutics, ha valutato invikafusp alfa come monoterapia in pazienti con tumori solidi avanzati ad alto carico mutazionale (TMB-H), per lo più resistenti ai trattamenti immunoterapici convenzionali. Invikafusp alfa è un anticorpo bispecifico di nuova generazione, progettato per attivare selettivamente i linfociti T che esprimono i recettori Vβ6 e Vβ10, che rappresentano circa il 10% dei linfociti T circolanti. Questo meccanismo selettivo consente di espandere queste cellule senza stimolare indiscriminatamente il sistema immunitario, riducendo il rischio di effetti collaterali gravi. L'espansione selettiva dei linfociti T Vβ6/Vβ10 è stata confermata sia nel sangue che all'interno dei tumori, con un picco alle dosi ottimali, come osservato nei campioni biologici raccolti durante lo studio.

Risultati e sicurezza dello studio

Durante la fase 1, il farmaco è stato ben tollerato e la maggior parte degli effetti avversi osservati nella fase 2 è risultata di grado lieve o moderato. Non sono stati riportati dati completi sulla frequenza di eventi avversi gravi, mortalità correlata al trattamento o tassi di interruzione, ma la tollerabilità osservata è stata considerata favorevole per proseguire lo sviluppo clinico. Tra i 18 pazienti la cui malattia era progredita dopo immunoterapie precedenti, 12 hanno ottenuto un controllo della malattia (66,7%). Tuttavia, il controllo della malattia comprende sia la riduzione che la stabilizzazione del tumore e non equivale necessariamente a una risposta obiettiva o a una riduzione significativa della massa tumorale. Gli autori dello studio, tra cui Ryan J. Sullivan del Mass General Brigham Cancer Institute, hanno sottolineato che la dimensione ridotta del campione e l'eterogeneità dei tumori limitano la possibilità di trarre conclusioni definitive sulla durata della risposta, il beneficio in termini di sopravvivenza o la sicurezza comparativa rispetto ad altre terapie.

Tra gli autori figurano anche Nicholas P. Tschernia (National Cancer Institute), Claire F. Friedman (Memorial Sloan Kettering Cancer Center), Lillian L. Siu (Princess Margaret Cancer Centre) e James L. Gulley (National Cancer Institute). Alcuni ricercatori sono dipendenti di Marengo Therapeutics o hanno ricevuto finanziamenti da aziende farmaceutiche coinvolte nella ricerca oncologica. Lo studio è stato sostenuto da Marengo Therapeutics e dal programma intramurale del National Cancer Institute. I risultati sono stati presentati al congresso ESMO di Madrid dal 23 al 27 ottobre 2026, evidenziando un'attività antitumorale tissue-agnostic in otto tipi di tumore solido ad alto carico mutazionale, come riportato anche da BioSpace.

Attualmente, invikafusp alfa è considerato un trattamento sperimentale e non ha ricevuto autorizzazione all'immissione in commercio da parte di FDA, EMA o altre autorità regolatorie. Lo studio START-001 è stato progettato per valutare sicurezza, attività biologica e selezione della dose, e non prevede un braccio di confronto randomizzato né endpoint di sopravvivenza confermativi. Ulteriori studi di fase avanzata saranno necessari per confermare l'efficacia e la sicurezza del farmaco in popolazioni più ampie e omogenee.

I risultati completi sono disponibili nell'articolo pubblicato su Nature Medicine: Sullivan RJ, et al. “Invikafusp alfa, a first-in-class bispecific dual T-cell agonist, in immune checkpoint blockade-resistant, antigen-rich solid tumors: results from the phase 1/2 START-001 trial.” DOI: 10.1038/s41591-026-04711-0. Ulteriori dettagli sono consultabili anche sul sito Cancer Health.

Matteo Bellini Redattore TiSOStengo.com
Redazione scientifica

Matteo Bellini

Matteo Bellini ha sviluppato un percorso editoriale tra il giornalismo locale e l'informazione medico-scientifica, occupandosi di servizi sanitari, diagnostica e malattie croniche. Dopo alcune collaborazioni con pubblicazioni digitali dedicate alla salute, nel 2026 è entrato nella redazione di Ti sostengo.