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San Matteo: i risultati della Cell Factory nella lotta alle leucemie e oltre

Carlo Sighirleghi 26 Maggio 2018
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Sono passati circa due anni dalla partenza del programma del San Matteo di terapia anti-leucemica cellulare, e già si possono registrare importanti risultati clinici.

Tra le cellule prodotte presso la Cell Factory di Pavia vi sono i linfociti (i globuli bianchi) riprogrammati per dare la caccia alle cellule infettate da agenti patogeni o da cellule leucemiche.  Somministrando questi nuovi globuli bianchi si possono trattare infezioni virali molto gravi e trattare la recidiva di una leucemia, o addirittura prevenila.
“Queste cellule killer – racconta Patrizia Comoli, responsabile della struttura – addestrate e armate in laboratorio per combattere le leucemie, sono state reiniettate, a distanza di un mese circa dal trapianto di cellule staminali, nei piccoli pazienti leucemici del reparto di Oncoematologia Pediatrica diretto da Marco Zecca. All’interno dell’organismo, le cellule reiniettate hanno organizzato una strategia di prevenzione e d’attacco per evitare la ricrescita di cellule tumorali”. Nel 2017 sono stati sei i giovani pazienti da tutta Italia che hanno potuto beneficiarne.
Come scritto in precedenza, i risultati non sono limitabili alla lotta alle leucemie: nei pochi mesi di lavoro, la Cell Factory del San Matteo ha definito metodiche e procedure per la produzione di “farmaci cellulari” capaci di contrastare le infezioni virali resistenti alle comuni terapie antivirali, e anche infezioni da virus per le quali ad oggi non esiste cura.  Questa attività è unica in Italia e rara anche in Europa, e proprio per questo ogni settimana vengono processate le richieste da ospedali italiani (circa 80 l’anno passato) e da pazienti provenienti da nazioni europee (circa 20) come Inghilterra, Germania, Francia e Svizzera. I pazienti sono stati accolti al San Matteo.
Nuove aree di intervento per i prossimi anni, oltre a tumori ed infezioni, sono nell’ambito della medicina rigenerativa. Si spera di poter recuperare i tessuti danneggiati dall’infiammazione dopo un trapianto o dopo procedure invasive di terapia intensiva, partendo dalle cellule staminali mesenchimali.
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