Ospedali e Servizi Territoriali

Diagnosi precoce e intervento vascolare tempestivo riducono il rischio di amputazione nel piede diabetico

Diagnosi precoce e intervento vascolare tempestivo riducono il rischio di amputazione nel piede diabetico TiSOStengo.com © www.tisostengo.com
Diagnosi precoce e intervento vascolare tempestivo riducono il rischio di amputazione nel piede diabetico © www.tisostengo.com
Il riconoscimento tempestivo delle complicanze e il coinvolgimento di specialisti vascolari possono prevenire infezioni gravi e amputazioni nei pazienti con piede diabetico, secondo l'esperienza clinica presentata a un incontro IMA a New Delhi.

Gestire il piede diabetico richiede valutazioni rapide e un lavoro di squadra tra specialisti per evitare che una lesione si trasformi in infezione grave o porti alla perdita dell'arto. Le linee guida internazionali dell'International Working Group on the Diabetic Foot (IWGDF) definiscono il piede diabetico come una condizione complessa che può coinvolgere neuropatia periferica e arteriopatia periferica, oltre a infezione, ulcerazione, Charcot neuro-osteoartropatia, cancrena e amputazione. Secondo le stime IWGDF, tra il 19% e il 34% delle persone con diabete sviluppano un'ulcera al piede nel corso della vita, mentre circa il 2% ne sviluppa una ogni anno. Dopo la guarigione, la recidiva è frequente: circa il 40% dei pazienti presenta una nuova ulcera entro un anno e il 65% entro tre anni (IWGDF 2023). Durante un incontro clinico organizzato dalla Indian Medical Association (IMA) South Delhi Branch, il Dr. Apurva Srivastava, chirurgo vascolare e direttore del Non-Invasive Vascular Lab presso il Sir Ganga Ram Hospital, ha evidenziato che la diagnosi precoce e il rinvio tempestivo allo specialista sono fondamentali per individuare i rischi e guidare il trattamento.

Nel corso dell'evento, è stato spiegato che la neuropatia diabetica può ridurre la sensibilità ai traumi e la cattiva circolazione ostacola la guarigione delle ferite, favorendo lo sviluppo di infezioni. L'ulcera del piede diabetico nasce da più meccanismi: la neuropatia riduce la percezione del dolore e dei traumi, mentre la malattia arteriosa periferica limita l'apporto di ossigeno e nutrienti necessari alla riparazione tissutale. Infezione e pressione possono trasformare una lesione minore in una condizione a rischio di amputazione. In questi casi, la valutazione vascolare permette di capire se servono procedure come il trattamento endovascolare o il bypass chirurgico per ripristinare il flusso sanguigno, sempre in base alle condizioni del paziente. Le linee guida IWGDF, insieme alla European Society for Vascular Surgery e alla Society for Vascular Surgery, raccomandano la valutazione specialistica vascolare nei pazienti con diabete, arteriopatia periferica e ulcera del piede con segni di insufficiente perfusione, come polsi pedidi assenti, onde Doppler monophasiche o assenti, pressione alla caviglia inferiore a 100 mmHg o pressione all'alluce inferiore a 60 mmHg. Se si riscontra ischemia più severa (pressione alla caviglia <50 mmHg, pressione all’alluce <30 mmHg, ABI <0,4 o pressione transcutanea di ossigeno <30 mmHg), è indicata una consulenza urgente (IWGDF/ESVS/SVS 2023).

Importanza della collaborazione tra specialisti

Il presidente della IMA South Delhi Branch, Dr. M. K. Mudgal, ha sottolineato che il monitoraggio regolare dei piedi, l'attenzione immediata alle lesioni e l'intervento vascolare tempestivo sono essenziali per ridurre le complicanze e salvare l'arto. Il trattamento può prevedere il controllo dell'infezione e la gestione delle pressioni, oltre alla cura avanzata delle ferite. Nei casi complessi, la collaborazione tra chirurghi vascolari e diabetologi, insieme agli specialisti in wound care, consente di affrontare sia la lesione sia i fattori che ne ostacolano la guarigione. L'evidenza internazionale mostra che la prevenzione continua anche dopo la chiusura dell'ulcera, perché il rischio di recidiva resta alto nei pazienti con perdita di sensibilità, arteriopatia, pregressa ulcerazione o amputazione e insufficienza renale terminale. Programmi organizzati di prevenzione e cura del piede potrebbero evitare fino al 75% delle ulcere, secondo le stime IWGDF.

Al Sir Ganga Ram Hospital, il Centro per la Cura del Piede Diabetico adotta un approccio multidisciplinare per prevenire e trattare ulcere e infezioni, promuovendo anche la formazione professionale e la riduzione delle amputazioni grazie a prevenzione e terapie mirate. Un recente studio pilota condotto presso l'AIIMS Rishikesh su 41 pazienti con ulcere del piede diabetico (coinvolgendo 46 arti) ha rilevato la presenza di arteriopatia periferica in 28 arti, pari al 61% del campione, sottolineando l'importanza della valutazione vascolare soprattutto nei casi di ulcere non guarite, recidivanti o con segni di scarsa perfusione (AIIMS Rishikesh pilot study).

L'incontro ha presentato anche innovazioni tecnologiche come bendaggi liquidi e terapie a pressione negativa, oltre a tecnologie basate su matrice extracellulare. Per chi ha il diabete, l'esame regolare dei piedi e l'attenzione immediata a tagli, vesciche, ulcere o ferite che non guariscono restano strategie cruciali per individuare complicanze e ricevere cure adeguate. La gestione efficace del piede diabetico si fonda su percorsi multidisciplinari che integrano valutazione vascolare, rivascolarizzazione quando indicata, scarico pressorio, debridement, trattamento delle infezioni e wound care avanzato. Un caso clinico pubblicato ha descritto il successo di una trombolisi diretta tramite catetere seguita da angioplastica con palloncino nei segmenti popliteo e tibiale anteriore prossimale, con ripristino del flusso distale e prevenzione dell'amputazione maggiore, mostrando la fattibilità di strategie di salvataggio d'arto in pazienti selezionati.

Matteo Bellini Redattore TiSOStengo.com
Redazione scientifica

Matteo Bellini

Matteo Bellini ha sviluppato un percorso editoriale tra il giornalismo locale e l'informazione medico-scientifica, occupandosi di servizi sanitari, diagnostica e malattie croniche. Dopo alcune collaborazioni con pubblicazioni digitali dedicate alla salute, nel 2026 è entrato nella redazione di Ti sostengo.