Un'indagine osservazionale su oltre 228 mila adulti nel Regno Unito ha riscontrato che chi segue con maggiore costanza la dieta mediterranea mostra una probabilità più bassa di acne in età adulta, con un impatto più evidente tra le donne. I dati, pubblicati sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, provengono dall'analisi della UK Biobank raccolta tra il 2006 e il 2010. Il team guidato da Bochen Li del Department of Nutritional Sciences del King's College London ha applicato un punteggio alternativo di aderenza alla dieta mediterranea (aMED) su una scala da 0 a 9 per valutare la qualità della dieta dei partecipanti.
Il gruppo di ricerca di Bochen Li del King's College London ha esaminato le abitudini alimentari e la presenza di acne in persone tra 37 e 73 anni. Tra i partecipanti, 1.603 (0,7%) avevano una diagnosi di acne attiva, mentre 223.048 non avevano mai ricevuto questa diagnosi. L'acne attiva è stata definita come una diagnosi registrata nei dieci anni precedenti l'inizio dello studio, utilizzando dati auto-riferiti e cartelle cliniche primarie. I dati sulle abitudini alimentari sono stati raccolti tramite questionari validati sulla frequenza di consumo degli alimenti.
Risultati principali e differenze tra uomini e donne
Dalle analisi statistiche emerge che ogni punto in più nel punteggio di aderenza alla dieta mediterranea (aMED, scala 0-9) si collega a una riduzione del 7% delle probabilità di acne attiva (odds ratio aggiustato 0,93; intervallo di confidenza 95%: 0,87-0,99). L'associazione appare più marcata tra le donne, dove ogni punto aggiuntivo nel punteggio aMED corrisponde a una riduzione del 10% delle probabilità di acne (odds ratio 0,90; IC 95%: 0,83-0,97). Negli uomini, invece, una maggiore aderenza a modelli alimentari a basso contenuto di carboidrati si associa a una probabilità più alta di acne (odds ratio 1,04; IC 95%: 1,01-1,08). Gli autori precisano che queste differenze tra i sessi sono esplorative e non portano a raccomandazioni distinte.
L'analisi dei singoli alimenti indica che un consumo più frequente di verdure cotte e yogurt si associa a una minore probabilità di acne, mentre un consumo più elevato di carne di maiale e dessert a base di latte, così come latte scremato o arricchito di steroli, si collega a una probabilità maggiore. Le associazioni tra latticini e acne cambiano in base al tipo di prodotto, senza un effetto uniforme per tutti i derivati del latte. Inoltre, un maggiore consumo di alimenti ricchi di grassi e zuccheri risulta associato a una probabilità più alta di acne adulta, mentre alimenti fermentati come lo yogurt sembrano offrire un effetto protettivo. Questi dati suggeriscono un'associazione a livello di modello alimentare, senza indicare la necessità di eliminare o aggiungere singoli alimenti specifici.
Limiti dello studio e interpretazione dei risultati
Lo studio, di tipo trasversale, non consente di stabilire se le abitudini alimentari precedano lo sviluppo dell'acne. Le diagnosi derivano soprattutto da cartelle cliniche di medicina generale, senza una valutazione dermatologica contemporanea, e mancano dati sulla gravità dell'acne o sui trattamenti seguiti. Gli autori chiariscono che le associazioni osservate sono modeste e che non si può affermare che la dieta mediterranea prevenga o curi l'acne. Secondo la pubblicazione, la qualità complessiva della dieta potrebbe influire sull'acne adulta, ma servono studi prospettici e interventistici per chiarire il rapporto causale e valutare l'impatto di eventuali cambiamenti alimentari.
Le linee guida aggiornate dell'American Academy of Dermatology non suggeriscono una dieta mediterranea universale, l'eliminazione dei latticini o una dieta a basso contenuto di carboidrati per la gestione dell'acne, sottolineando che le prove disponibili restano limitate e contrastanti. La dieta può essere considerata un complemento alle terapie dermatologiche consolidate, ma non sostituisce la diagnosi e il trattamento basato sulle evidenze cliniche American Academy of Dermatology.
Altri studi osservazionali e interventistici hanno suggerito un possibile legame tra alimentazione e acne, in particolare per diete ad alto carico glicemico e consumo di prodotti lattiero-caseari, ma i risultati non sono uniformi tra le diverse popolazioni e metodologie. Un'analisi caso-controllo su 279 partecipanti pubblicata sul Journal of Cosmetic Dermatology ha rilevato che una minore aderenza alla dieta mediterranea era associata a una probabilità più alta di acne vulgaris, indipendentemente dall'indice glicemico della dieta Journal of Cosmetic Dermatology.
Fonte: Li B, Xu Y, Zhang R, et al. Associations between diet quality and adult acne: a cross sectional study in the UK Biobank. Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, pubblicato online il 24 settembre 2026. Ulteriori dettagli disponibili su Patient Care Online.