Ricerca Medica

Menopausa più difficile per le persone autistiche secondo il più ampio studio clinico

Menopausa più difficile per le persone autistiche secondo il più ampio studio clinico TiSOStengo.com © www.tisostengo.com
Menopausa più difficile per le persone autistiche secondo il più ampio studio clinico © www.tisostengo.com
Uno studio su 901 persone tra i 40 e i 60 anni mostra che chi è autistico vive la menopausa con sintomi più intensi, maggiore ansia e depressione e una qualità della vita inferiore rispetto ai non autistici.

Chi è autistico e attraversa la menopausa sperimenta sintomi più forti e una qualità della vita più bassa rispetto alle coetanee non autistiche. Questo risulta dal più ampio studio clinico mai realizzato sul tema, pubblicato su Autism in Adulthood e coordinato dalla Bournemouth University. Lo studio, annunciato il 28 ottobre 2026, ha coinvolto 901 partecipanti tra i 40 e i 60 anni: 476 persone autistiche (161 con diagnosi formale e 315 che si identificavano come probabilmente autistiche) e 425 persone non autistiche. I ricercatori hanno monitorato i partecipanti ogni settimana per cinque settimane consecutive, usando questionari standardizzati per valutare sintomi, ansia, depressione e qualità della vita (Bournemouth University).

La ricerca ha mostrato che, a ogni rilevazione settimanale, il gruppo autistico riportava sintomi più gravi e disagio psicologico più alto rispetto al gruppo di controllo. Le persone autistiche hanno ottenuto punteggi più elevati sia per ansia che per depressione, oltre a una qualità della vita più bassa. Questi risultati sono rimasti costanti durante tutto il periodo di monitoraggio, come evidenziato anche da Medical News Today.

Risultati principali dello studio

I sintomi psicologici sono risultati sempre più gravi nelle persone autistiche. Le vampate di calore non mostravano differenze rilevanti tra i gruppi, mentre alcuni disturbi fisici e urinari risultavano più marcati soprattutto in perimenopausa. Inoltre, le persone autistiche hanno riferito quasi il doppio di condizioni cardiovascolari e oltre quattro volte più problemi muscolo-scheletrici, come l’ipermobilità, rispetto alle non autistiche. Questi dati, raccolti tramite auto-segnalazione, suggeriscono che le condizioni di salute preesistenti possono rendere più difficile valutare i sintomi della menopausa e influenzare la percezione del carico sintomatologico (Bournemouth Echo).

Lo studio ha valutato anche le rappresentazioni della menopausa, cioè i pensieri e le emozioni legate a questa fase. Due aspetti sono risultati centrali: il senso di controllo sui sintomi e la capacità di capire cosa succede al proprio corpo. Le partecipanti autistiche si sentivano meno in controllo e avevano una percezione meno chiara della propria menopausa. Queste differenze sono state associate a sintomi più gravi, livelli più alti di ansia e depressione e una qualità della vita più bassa. Secondo la sintesi istituzionale, questi fattori indicano la necessità di informazioni e comunicazione clinica adattate alle esigenze sensoriali, cognitive e comunicative delle persone autistiche.

Implicazioni pratiche e limiti della ricerca

Gli autori segnalano che la preferenza per la routine e la difficoltà con l’incertezza, insieme alle sensibilità sensoriali, possono rendere più difficile la transizione menopausale per le persone autistiche. Anche la difficoltà nel riconoscere i segnali interni del corpo e la mancanza di informazioni adatte aumentano il disagio. Il comunicato dell’università sottolinea che il senso di controllo può migliorare con informazioni e supporto adeguati, e che non si tratta di una responsabilità individuale. La ricerca si è concentrata soprattutto su donne cisgender, quindi i risultati non si applicano automaticamente a uomini autistici, persone transgender o non binarie che vivono la menopausa.

Rachel Moseley, tra le supervisori dello studio, segnala che molte persone autistiche incontrano ostacoli nell’ottenere aiuto durante la menopausa, anche perché il disagio può manifestarsi in modo diverso rispetto alle aspettative dei medici. Il lavoro è stato finanziato da Henpicked, organizzazione impegnata sull’informazione sulla menopausa e il benessere nei luoghi di lavoro. Deborah Garlick, responsabile di Henpicked, auspica che i risultati portino a una maggiore comprensione e a un sostegno più mirato anche in ambito aziendale.

Tra i limiti dello studio ci sono la raccolta di dati autoriferiti in un periodo di cinque settimane, la prevalenza di partecipanti bianche britanniche e la mancata verifica delle diagnosi tramite cartelle cliniche. Gli autori precisano che non è possibile dimostrare un rapporto di causa ed effetto e invitano a replicare la ricerca in condizioni più controllate. Non sono emerse raccomandazioni terapeutiche specifiche né cambiamenti nelle linee guida cliniche o regolatorie dopo la pubblicazione dello studio, che rappresenta una base osservazionale per futuri approfondimenti.

Per chi vive la menopausa, sia autistico sia non autistico, il confronto con il medico di fiducia o con il ginecologo resta fondamentale per comprendere i sintomi e valutare le opzioni di cura. Le scelte terapeutiche devono essere sempre personalizzate e discusse con uno specialista.

Matteo Bellini Redattore TiSOStengo.com
Redazione scientifica

Matteo Bellini

Matteo Bellini ha sviluppato un percorso editoriale tra il giornalismo locale e l'informazione medico-scientifica, occupandosi di servizi sanitari, diagnostica e malattie croniche. Dopo alcune collaborazioni con pubblicazioni digitali dedicate alla salute, nel 2026 è entrato nella redazione di Ti sostengo.