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Cisti ovariche: l’esperto risponde su chirurgia e maternità

Camilla Retagli 19 Aprile 2018
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L’endometriosi è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometrioso (il rivestimento dell’utero) in altri organi, impattando principalmente l’ovaio. Le conseguenze sono infiammazione, sanguinamenti, tessuto cicatriziale e il rischio concreto di infertilità. Ciò avviene perché in concomitanza del ciclo mestruale questo tessuto endometrioso sanguina esattamente come quello presente nell’utero, causando irritazione agli altri tessuti.

Paolo Vercellini, Direttore dell’Unità di Ginecologia chirurgica ed endometriosi dell’Ospedale Policlinico di Milano, professore di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano risponde a due delle domande più ricorrenti sulle cisti ovariche endometriosiche (l’articolo è comparso sul Corriere della Sera del 15 aprile):

Occorre operare? Possono compromettere la possibilità di avere figli? La risposta a entrambe è “dipende”.

Le cisti endometriosiche, riporta l’articolo, come l’endometriosi in generale, si associano a una riduzione della fertilità. Ciò non significa che le donne con queste cisti non possano avere una gravidanza naturalmente, ma se la coppia sta cercando di concepire da più di un anno e non sono state evidenziate altre cause di questo ritardo, è bene discutere della possibilità di sottoporsi a un intervento chirurgico o alla fertilizzazione in vitro. La chirurgia oggi si effettua in laparoscopia, con modalità mini-invasiva che non comporta l’apertura della parete addominale. La degenza è in genere di un giorno, e la ripresa postoperatoria rapida. La rimozione degli endometriomi è di solito seguita da un aumento di probabilità di gravidanza, ma può causare un danno alla riserva di cellule uovo. Effetti opposti che devono essere considerati insieme ad altri fattori.

Per la donna giovane, mai operata per endometriosi ovarica, che desidera un concepimento naturale e ha forti dolori, la chirurgia può essere la scelta giusta. Per la donna in età riproduttiva avanzata, scarsamente sintomatica e già operata, sarà opportuno considerare la fertilizzazione in vitro, specie in caso di caratteristiche non ottimali del liquido seminale del partner. In ogni caso alla coppia andrà fornita una dettagliata consulenza per permettere una scelta libera.

Per l’articolo completo dal sito del Policlinico cliccate qui

Noi di TiSOStengo consigliamo caldamente alle nostre lettrici che ne soffrono di mantenersi sempre controllate e farsi seguire da un proprio ginecologo di fiducia.

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