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Eccellenze lombarde: la Terapia Intensiva Neonatale della Mangiagalli

Redazione 1 Febbraio 2019
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La visita della Commissione Sanità della Regione Lombardia è l’occasione per fare il punto su una eccellenza milanese della cura ai più piccoli (di pochi giorni fa su questa pagina l’approfondimento sulla Terapia Intensiva Neonatale del Niguarda, altra eccellenza milanese). Ad illustrare l’attività della TIN il Direttore, professor Fabio Mosca Presidente della Società Italiana di Neonatologia, che ha sottolineato la complessa e delicata attività svolta dalla struttura, dove vengono ricoverati circa 1.000 neonati all’anno. L’operatività è necessariamente multidisciplinare e ad alto livello tecnologico.

La Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano è la prima Clinica ostetrica d’Italia, ed è storicamente il punto di riferimento anche per i parti più difficili. Fondata nel 1906, fa nascere ogni anno una media di 5.500 bambini, pari a 15 nuovi nati ogni giorno. La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) della Mangiagalli è la prima d’Italia per la qualità delle cure e il numero di culle disponibili, e tra le prime quattro d’Europa: un dato che rappresenta la migliore garanzia e tranquillità per la mamma e per il suo bimbo.

IL REPARTO

La TIN ha a disposizione 23 letti di terapia intensiva e 33 di terapia intermedia. Tutti i posti sono dotati di un sistema di informatizzazione che include la cartella medica e infermieristica, con registrazione in automatico di tutti i monitoraggi, per ottimizzare i tempi e azzerare gli errori umani. Inoltre, nel reparto vengono somministrate oltre 150mila terapie ogni anno: su questo fronte si utilizza l’intelligenza artificiale, impiegando un braccio robotico unico a livello italiano che prevede il calcolo della dose, la diluizione e il numero di somministrazioni del farmaco scelto dal medico per ciascun piccolo paziente.

Le grandi competenze disponibili nella TIN permettono anche di dare una risposta in qualunque situazione e di garantire un’elevatissima sicurezza: un esempio su tutti è il la possibilità di eseguire interventi di Chirurgia fetale unici in Italia e in Europa, come quelli per curare l’ernia diaframmatica e la spina bifida.

IL LATTE MATERNO PER IL BIMBO PREMATURO

La TIN sostiene inoltre l’allattamento al seno come primo mezzo di prevenzione di diverse patologie del neonato prematuro. Lo fa sia attraverso il corso di laurea in Infermieristica Pediatrica che si svolge al Policlinico di Milano, che ha ottenuto un apposito riconoscimento dell’Unicef; sia con la Banca del latte “Nutrici” attiva in Mangiagalli, che raccoglie il latte materno donato dalle neo-mamme di bambini nati a termine per destinarlo ai bimbi prematuri. Questo latte, in particolare, è rielaborato dalla Banca del latte per adattarlo alle esigenze nutrizionali di ogni singolo bimbo, un processo noto come ‘tailorizzazione’.

LE LINEE DI RICERCA PER I PREMATURI

La Neonatologia diretta da Fabio Mosca è quella che produce più contributi scientifici ogni anno a livello italiano. Le linee di ricerca più rilevanti riguardano:

– la tutela dello sviluppo neurologico del bambino prematuro, per migliorare la sua qualità della vita sia dal punto di vista motorio sia da quello cognitivo;

– la tutela delle funzioni respiratorie, con un gruppo di ricerca dedicato allo studio delle migliori tecniche per preservare i polmoni immaturi e ridurre il rischio di conseguenze a distanza sull’apparato respiratorio;

– lo studio dei problemi infettivi: i prematuri sono ad alto rischio per le patologie infettive a causa dell’immaturità delle loro difese, e un gruppo di ricerca dedicato si concentra sulle nuove strategie difensive e terapeutiche;

– gli aspetti nutrizionali, dove ci si focalizza sul ruolo dell’alimentazione nella difesa della salute a breve e a lungo termine e sulle attività e funzioni della banca del latte;

– il sistema cardiovascolare ed ematologia con studi dedicati alla coagulazione,  indispensabili perché proprio alla TIN della Mangiagalli ha sede l’unica macchina cuore-polmoni per il neonato.

Quattro gli ambiti sottolineati dal professore su cui si chiede il sostegno particolare della Regione: il Centro per l’ossigenazione extracorporea neonatale (Ecmo), unica realtà del genere in Lombardia; la Banca del Latte umano donato da 382 donne per complessivi 1.708 litri distribuiti a 450 bambini; il servizio di controlli periodici per i bambini nati prima del termine fino al 10° anno di vita; il necessario supporto psicologico durante la degenza e dopo la dimissione, per genitori di bambini pretermine ma anche per i parti gemellari.

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Fonte: Policlinico di Milano

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