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Tumore cerebrale e ricerca Humanitas: la storia di Elisa

Redazione 5 Febbraio 2019
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Elisa è una ragazza di trent’anni che nel 2017 inizia a soffrire di un forte emicrania, prodromo della scoperta della massa tumorale. Operazione chirurgica troppo rischiosa per il fatto che il tumore è molto in profondità e quindi si opta per l’inizio della terapia in Humanitas con il dott. Matteo Simonelli e la dottoressa Elena Lorenzi, sia con radioterapia che chemioterapia a cui per fortuna sta rispondendo bene.

Da qui Elisa scopre il progetto AYA (Adolescents and Young Adults) dell’Humanitas Cancer Center che dedica ai pazienti oncologici tra i 16 e i 39 anni un percorso sia clinico che psico-sociale, nuove amicizie e persone capaci di esserci e di condividere momenti così difficili.

Al momento non vi sono cure diverse a disposizione, ma la speranza nella ricerca sui gliomi è tanta.

In Humanitas un team multidisciplinare di neuro-oncologia formato da neurochirurghi, radioterapisti, neuro-radiologi, anatomopatologi e neurofisiatri – di cui il dott. Matteo Simonelli e la dott.ssa Elena Lorenzi fanno parte per l’Oncologia – si riunisce settimanalmente per gestire tutti gli aspetti diagnostici, terapeutici ed assistenziali dei pazienti affetti da tumori primitivi cerebrali.

Ad oggi sono attivi in Humanitas diversi studi clinici sperimentali incentrati sull’utilizzo di nuovi farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapici.

Tra questi anche alcune ricerche sul Glioblastoma multiforme (GBM), il tumore cerebrale più comune negli adulti che causa circa undicimila decessi all’anno e ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi inferiore al 5%, trattato con chirurgia, radioterapia e temozolomide che sono le terapie disponibili.

Leggi la storia completa sul sito di Humanitas

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