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Tumori del sangue e trapianto da donatore parzialmente compatibile: premiato studio di Humanitas

Redazione 12 Febbraio 2020
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La dottoressa Stefania Bramanti, ematologa di Humanitas, ha ricevuto il “2019 George Santos Award for best clinical science article by a new investigator” per l’articolo dal titolo “Donor-Specific Anti-HLA Antibodies in Haploidentical Stem Cell Transplantation with Post-Transplantation Cyclophosphamide: Risk of Graft Failure, Poor Graft Function, and Impact on Outcomes”, dedicato al trapianto aploidentico, ovvero da donatore parzialmente compatibile, in pazienti con malattie oncoematologiche.

Il riconoscimento per il miglior articolo scientifico pubblicato sulla rivista come lavoro clinico le è stato conferito dall’editore di Biology of Blood and Marrow Transplantation, un’importante rivista scientifica legata all’American Society for Transplantation and Cellular Therapy, la Società Americana di Trapianti e Terapie Cellulari.

Il premio verrà consegnato in occasione del Congresso annuale dell’American Society for Transplantation and Cellular Therapy che si terrà dal 19 al 23 febbraio a Orlando (Florida).

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche

“Il trattamento di pazienti con tumori del sangue può richiedere il trapianto di cellule staminali ematopoietiche prelevate dal sangue di un donatore e infuse nel sangue del ricevente. Si tratta di cellule (che si trovano nel midollo osseo) che non sono ancora del tutto mature e differenziate e dalle quali originano tutti gli elementi costitutivi del sangue (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine).

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche da un donatore compatibile consente al ricevente la produzione di tutte le cellule del sangue sane e gli fornisce un nuovo sistema immunitario. Maggiore è la compatibilità tra donatore e ricevente e minore è il rischio di complicazioni immunologiche. La ricerca viene inizialmente effettuata tra i fratelli e le sorelle del paziente perché ciascuno di essi ha una probabilità del 25% di essere identico al paziente. Laddove non vi fosse un donatore disponibile, si può ricorrere ai registri di donatori volontari, ma in alcuni casi si può valutare di scegliere un donatore parzialmente compatibile effettuando un trapianto aploidentico”, spiega la dottoressa Bramanti.

Il trapianto aploidentico e il contributo dello studio di Humanitas

“Il trapianto aploidentico con donatori familiari compatibili al 50% è possibile, ma in alcuni casi i riceventi presentano anticorpi contro il donatore. Nel nostro articolo descriviamo come gestire e superare questo tipo di problema e offrire così il trapianto al maggior numero di pazienti possibili. Abbiamo effettuato un’analisi retrospettiva su 141 pazienti seguiti in Humanitas, presentando la casistica più ampia in uno studio del genere.

Siamo molto onorati di questo prestigioso premio perché riconosce l’impegno del nostro team a conciliare la cura del paziente con l’impegno scientifico di ricerca clinica. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito all’ideazione e alla realizzazione di questo progetto”, ha concluso la dottoressa.

Fonte: www.humanitas.it

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