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Certificazione DSA: un prezioso aiuto contro dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia

Redazione 13 Ottobre 2020
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Secondo quanto calcolato dall’ISTAT, nel 2019 in Italia tra gli 8 milioni e mezzo circa di studenti ce ne sono ben 2 milioni e 800mila che denunciano forme di difficoltà nell’apprendimento scolastico: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.

Un numero elevato di rendimenti poco soddisfacenti che in molti casi rientra nel novero dei DSA, sigla che identifica i cosiddetti “disturbi specifici dell’apprendimento”.

«Le prime avvisaglie di questi disturbi avvengono durante i primi anni di scolarizzazione – spiega la dottoressa Ilaria Patelli, responsabile dell’Ambulatorio Logopedia di Humanitas Gavazzeni la cui attività viene proposta in regime privato – e consistono in persistenti e progressive difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base. Perché si rientri nel concetto di DSA è necessario che si tratti di un disturbo che si presenta da almeno sei mesi e che abbia anche dirette conseguenze sulle capacità di inserimento del bambino o del ragazzo nell’ambiente scolastico».

Difficoltà nella lettura, nella scrittura e nel calcolo

problemi di apprendimento legati a un DSA non derivano da un cattivo funzionamento intellettivo generale. Si tratta infatti di un disturbo che interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento, come ad esempio la lettura, la scrittura o il calcolo.

«Sono riconosciute quattro tipologie di disturbi specifici dell’apprendimento – spiega Ilaria Patelli –. La prima è la dislessia, la difficoltà a leggere testi scritti; la seconda è la disortografia, la difficoltà nello scrivere; la terza è la disgrafia, la compromissione della realizzazione grafica e la quarta è la discalculia, la difficoltà nell’eseguire anche i più semplici calcoli matematici. Sono problematiche che non dipendono da fattori di altra natura come un’istruzione scolastica inadeguata, un deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici o anche la mancata conoscenza della lingua parlata in classe».

In fase di diagnosi è fondamentale riuscire a distinguere le varie condizioni, perché ogni situazione comporta un percorso di cura differente. Per quanto riguarda i DSA, la loro presenza viene in primo luogo valutata e poi tenuta sotto controllo da diverse visite ed esami che coinvolgono più specialisti riuniti in un’équipe. Prima di tutti il medico neuropsichiatra infantile, cui è affidato il compito di diagnosticare questa tipologia di disturbi. Poi il logopedista, lo psicologo e, se necessario, lo psicoterapeuta così da evitare che la tensione emotiva interferisca con l’efficacia delle prestazioni cognitive.

Il rilascio della certificazione DSA

Un percorso che, come indicato dalla Legge 8 ottobre 2010 n. 170, ha l’obiettivo di mettere lo studente in difficoltà – partendo dalle scuole elementari ci si spinge fino ai ragazzi che frequentano il terzo-quarto anno delle superiori – nella condizione di poter usufruire nel migliore dei modi del suo diritto all’istruzione.

«Se la presenza di un DSA viene confermata, gli specialisti rilasciano una specifica certificazione con la quale si comunica alla scuola che lo studente ha la necessità di un trattamento specifico. A partire da quel momento – conclude la responsabile dell’Ambulatorio Logopedia di Humanitas Gavazzeni – si viene a creare un percorso che comporta un più stretto confronto tra famiglia e scuola, la creazione di un Piano didattico personalizzato e l’attuazione di un percorso di trattamento clinico affiancato da una valutazione costante, protratta nel tempo».

Fonte: www.gavazzeni.it

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