fbpx
Caricamento

Type to search

Como Medicina Notizie Locali Lombardia Top

Giornata nazionale donazione organi e tessuti: intervento al Sant’Anna a cuore fermo

blank
Redazione 12 Aprile 2021
Social
blank

Nella ricorrenza della Giornata nazionale donazione organi e tessuti che si è celebrata l’11 aprile, vi raccontiamo la storia di un intervento eseguito nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Anna di Como e che ha consentito di poter effettuare un trapianto di fegato e reni da donatore a cuore fermo. Una storia che lega morte e vita, certo, ma la cui protagonista è la generosità. Il dono, appunto.

Lo scorso 29 marzo è stato eseguito con la tecnica denominata perfusione regionale normotermica un intervento di donazione di organi a cuore fermo, nell’ambito della quale il presidio di San Fermo della Battaglia è all’avanguardia grazie all’ECMO (Extracorporeal membrane oxygenation), un sistema di circolazione extracorporea che preserva e mantiene idonei al trapianto gli organi addominali. Si tratta di una procedura complessa che viene effettuata in pochi centri di eccellenza e richiede elevata competenza, tecnologia adeguata e un perfetto lavoro di squadra.

Gli organi – fegato e reni – sono stati prelevati dall’équipe di chirurghi del Centro Trapianti di ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda da una donna di 72 anni ricoverata al Sant’Anna, e trapianti con successo, come ha confermato ad Asst Lariana in questi giorni il Nord Italian Transplant della Fondazione Trapianti Onlus.

La donazione è stata possibile grazie alla generosità della famiglia della paziente che, seppure in un momento così doloroso, ha dato voce alla volontà del proprio congiunto.

“Normalmente la donazione di organi – spiega Susanna Peverelli, responsabile del Coordinamento prelievo d’organi di Asst Lariana – viene effettuata da donatore in morte encefalica a cuore battente. Questa procedura è da molti anni attiva al Sant’Anna ed è parte integrante della pratica clinica della Terapia Intensiva. In questo caso, invece, il cuore del donatore era fermo e di conseguenza il processo di donazione ha richiesto un elevato livello di collaborazione tra professionisti di discipline diverse quali Terapia Intensiva, Coordinamento prelievo d’organi, oltre ai servizi normalmente impegnati nei casi di prelievo multiorgano (Radiologia, Laboratorio Analisi) e ai numerosi specialisti che si sono alternati nella valutazione del donatore (dermatologo e chirurgo)”.

Tutto il processo della donazione si è svolto in collaborazione con il NITp (Nord Italia Transplant) e il Centro Regionale Trapianti che coordinano l’ospedale di prelievo, le liste di attese e i potenziali riceventi oltre ai Centri Trapianto con le équipes di prelievo.

“In Italia – sottolinea Andrea Lombardo, direttore dell’U.O. di Anestesia e Rianimazione 2 del Sant’Anna – la normativa sancisce che la morte è una sola e corrisponde alla cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. La ‘regola del donatore morto’ fin dagli anni Sessanta e dall’inizio della medicina dei trapianti è stata il fondamentale principio etico, morale e sociale condiviso dai medici e dalla popolazione. Nel caso del donatore a cuore fermo, la morte viene accertata con l’esecuzione di un elettrocardiogramma di 20 minuti che dimostra l’assenza di battito cardiaco e, di conseguenza, di flusso cerebrale che determina la cessazione irreversibile delle funzioni encefaliche. La complessità della procedura a cuore fermo – aggiunge – è legata alla necessità di un ripristino artificiale della circolazione che garantisca una buona perfusione degli organi addominali”.

La perfusione regionale normotermica

La perfusione regionale normotermica è possibile grazie all’utilizzo dell’ECMO. E’ una metodica di circolazione extracorporea impiegata in Terapia Intensiva per i casi più gravi di insufficienza cardiaca e respiratoria che è stata acquisita dall’ospedale Sant’Anna all’inizio del 2019. “E’ un percorso complesso – prosegue Lombardo – nel quale organizzazione, tempestività e lavoro di squadra sono i fattori determinanti per il successo. Questa procedura permette di estendere il numero dei potenziali donatori e contribuisce ad aumentare la disponibilità degli organi”.

Fonte: www.asst-lariana.it

Tags:

Potrebbe interessarti

Menu