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Pantetina e psoriasi a placche primi risultati da uno studio clinico

Pantetina e psoriasi a placche primi risultati da uno studio clinico TiSOStengo.com © www.tisostengo.com
Pantetina e psoriasi a placche primi risultati da uno studio clinico © www.tisostengo.com
Un piccolo studio clinico suggerisce che la pantetina, derivato della vitamina B5, potrebbe ridurre i sintomi della psoriasi a placche lieve in associazione a terapie topiche. Servono però studi più ampi per confermare efficacia e sicurezza.

Un recente studio clinico su 24 persone con psoriasi a placche lieve ha collegato la somministrazione orale di pantetina, derivato della vitamina B5, a una riduzione più evidente dei punteggi di gravità rispetto alla sola terapia topica. Tutti i partecipanti hanno ricevuto calcipotriolo e betametasone dipropionato. Metà del gruppo ha assunto anche pantetina per via orale, 300 milligrammi due volte al giorno per 12 settimane, raggiungendo un'esposizione totale di 600 mg al giorno. Il lavoro, pubblicato il 27 ottobre 2026 sul Journal of Experimental Medicine, è stato condotto dal team guidato da Zhang come trial proof-of-concept a singolo centro.

La valutazione clinica tramite parametri come il PASI ha mostrato che il gruppo trattato con pantetina ha avuto un miglioramento superiore, soprattutto tra i pazienti con dislipidemia o colesterolo elevato al basale. Nei soggetti con profilo lipidico normale, la differenza tra i gruppi risultava meno marcata. Tutti i 24 partecipanti hanno ricevuto la combinazione topica di calcipotriolo/betametasone, mentre circa la metà ha assunto anche pantetina. Durante la sperimentazione non sono stati registrati effetti indesiderati attribuiti alla pantetina. Tuttavia, il numero limitato di partecipanti e la durata di 12 settimane non permettono di trarre conclusioni definitive su efficacia e sicurezza a lungo termine. Il vantaggio clinico osservato è stato più evidente nei pazienti con dislipidemia, suggerendo un possibile ruolo del metabolismo lipidico nella risposta al trattamento, come riportato anche da Scimex.

Meccanismo biologico e limiti dello studio

La ricerca pubblicata sul Journal of Experimental Medicine ha approfondito il ruolo della pantetina nel metabolismo delle cellule dendritiche, coinvolte nella risposta immunitaria della psoriasi. Il modello biologico proposto si basa sull'asse Vanin–pantetina: una ridotta disponibilità di pantetina favorisce l'accumulo di colesterolo nelle membrane cellulari delle cellule dendritiche, promuovendo la loro attivazione e la risposta infiammatoria tipica della psoriasi. Nei modelli animali, la supplementazione di pantetina o l'inibizione farmacologica dell'enzima Vanin hanno ridotto l'accumulo di colesterolo, limitato l'attivazione delle cellule immunitarie e attenuato l'infiammazione psoriasiforme. Gli autori hanno osservato che la pantetina o l'inibitore RR6 riducono l'attivazione delle cellule dendritiche derivate da pazienti, estendendo le osservazioni oltre i modelli animali.

Lo studio clinico rappresenta una prova di concetto su un campione molto ristretto e selezionato. La pantetina è stata valutata solo come trattamento aggiuntivo rispetto alla terapia topica standard, non come sostituto. Gli autori sottolineano che i risultati vanno letti come indicazione di fattibilità clinica e non come conferma definitiva del meccanismo proposto nell'uomo. Non risulta alcuna approvazione regolatoria per l'uso della pantetina come trattamento della psoriasi. Saranno necessari studi clinici più ampi, randomizzati e con follow-up prolungato per chiarire se il beneficio osservato sia confermato, quali pazienti possano trarne vantaggio e quali dosaggi risultino più appropriati. L'assenza di effetti avversi attribuiti alla pantetina durante le 12 settimane di trattamento è un dato incoraggiante, ma la dimensione ridotta del campione non consente di escludere rischi rari o effetti a lungo termine.

Implicazioni per i pazienti e assistenza in Italia

In Italia la psoriasi interessa circa 1,4 milioni di persone, secondo i dati del progetto RADAR-Psoriasi. Solo una minoranza beneficia dell'esenzione 045. Molti pazienti con forme moderate o gravi ricevono terapie sistemiche senza copertura completa dei costi degli esami necessari. Le associazioni chiedono un'estensione delle tutele in base alla severità della psoriasi a placche. Secondo le stime di APIAFCO, l'ampliamento dell'esenzione comporterebbe un costo annuo per il Servizio sanitario nazionale compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro, soprattutto per gli esami di monitoraggio. Il Ministero della Salute ha annunciato la costituzione di un gruppo tecnico per valutare l'inserimento della psoriasi nel Piano nazionale della cronicità. Il percorso resta in fase di valutazione e non determina automaticamente nuove esenzioni.

Per ulteriori dettagli sullo studio clinico e sul meccanismo d'azione della pantetina nelle cellule dendritiche, è possibile consultare il Journal of Experimental Medicine.

Fonte: Journal of Experimental Medicine - Vanin-pantethine metabolic axis shapes dendritic cell function and affects inflammatory disorder progression

Per approfondire: Psoriasi: un derivato della vitamina B5 riduce i sintomi

Matteo Bellini Redattore TiSOStengo.com
Redazione scientifica

Matteo Bellini

Matteo Bellini ha sviluppato un percorso editoriale tra il giornalismo locale e l'informazione medico-scientifica, occupandosi di servizi sanitari, diagnostica e malattie croniche. Dopo alcune collaborazioni con pubblicazioni digitali dedicate alla salute, nel 2026 è entrato nella redazione di Ti sostengo.