Analizzando dati da studi osservazionali e dalle analisi post hoc dei trial AREDS e AREDS2, emerge che chi segue più da vicino la dieta mediterranea tende a sperimentare una progressione più lenta della degenerazione maculare legata all'età (AMD), sia nelle fasi iniziali che in quelle avanzate. La pubblicazione, coordinata da Tiarnan D. L. Keenan del National Eye Institute e pubblicata sull'American Journal of Ophthalmology, evidenzia che i benefici variano in base allo stadio della malattia e che la dieta va vista come integrazione, non sostituzione, della supplementazione con AREDS2. Le analisi post hoc dei dati AREDS mostrano che la più alta aderenza all'alternative Mediterranean Diet Index si associa a una minore progressione verso drusen di grandi dimensioni, con un hazard ratio di 0,79 (intervallo di confidenza 95%: 0,68–0,93) su 5.029 occhi di 3.026 partecipanti. Il consumo di pesce risulta il fattore alimentare più collegato, anche se la rilevanza dei diversi alimenti cambia a seconda dello stadio della malattia.
La revisione si fonda su dati raccolti tramite questionari alimentari nei trial AREDS e AREDS2 e su studi epidemiologici europei e nordamericani. I risultati descrivono associazioni statistiche, senza dimostrare causalità, e suggeriscono che alcuni elementi della dieta mediterranea, come pesce, verdure e frutta, possono avere un ruolo più marcato in specifiche fasi della patologia. Il modello alimentare mediterraneo include verdure, frutta intera, legumi, cereali integrali, frutta secca, olio d'oliva e pesce. Le verdure a foglia verde apportano luteina e zeaxantina, nutrienti spesso discussi per la salute retinica, ma nessun singolo ingrediente ha mostrato un'efficacia autonoma paragonabile a un trattamento clinico.
Risultati per stadio della malattia
Per l'AMD iniziale, chi ha seguito maggiormente l'alternative Mediterranean Diet Index (aMedi) ha registrato un rischio ridotto di sviluppare drusen di grandi dimensioni rispetto a chi si discostava dal modello alimentare (hazard ratio 0,79; intervallo di confidenza 95%: 0,68-0,93). Non sono emerse prove a favore di integratori di micronutrienti orali in questa fase precoce. L'evidenza AREDS riguarda una popolazione con AMD intermedia o avanzata in un occhio, non persone sane o tutte le fasi della malattia.
Nell'AMD intermedia, l'analisi di oltre 13.000 occhi seguiti per una mediana di 10,2 anni ha mostrato hazard ratio di 0,78 per AMD avanzata, 0,71 per atrofia geografica (GA) e 0,84 per AMD neovascolare nei soggetti con maggiore aderenza alla dieta mediterranea. Il consumo di pesce si è rivelato particolarmente associato a un rischio inferiore di AMD avanzata in AREDS, ma non in AREDS2. Anche un maggiore apporto di verdure e un minore consumo di carne rossa sono stati collegati a una riduzione del rischio, con una relazione dose-risposta che suggerisce benefici anche da miglioramenti parziali delle abitudini alimentari. La formulazione AREDS2, che contiene vitamina C, vitamina E, luteina, zeaxantina, zinco e rame, ha dimostrato di ridurre il rischio relativo di progressione verso AMD avanzata di circa il 25% in cinque anni nei pazienti con AMD intermedia appropriati (National Eye Institute). L'AREDS2 non è indicato per la prevenzione primaria in persone senza diagnosi di AMD o nelle fasi iniziali.
Per l'atrofia geografica, l'analisi AREDS2 su 1.155 occhi ha rilevato una progressione media più lenta nelle persone con maggiore aderenza alla dieta mediterranea (0,256 mm/anno contro 0,298 mm/anno). Tra i componenti della dieta, frutta, verdure, moderato consumo di alcol e un rapporto più alto tra grassi monoinsaturi e saturi sono stati associati a una progressione più lenta, mentre il consumo di pesce non ha mostrato un legame significativo con la velocità di ingrandimento della lesione. Secondo Jennifer I. Lim, MD, dell'Università dell'Illinois Chicago, i regimi vitaminici AREDS e AREDS2 hanno rallentato la crescita delle lesioni verso il centro foveale rispettivamente del 35% e 36%, dati che riguardano la velocità di espansione della lesione e non vanno confusi con la riduzione del rischio di progressione da AMD intermedia ad avanzata (Healio).
Contesto clinico e limiti delle prove
L'AMD colpisce milioni di persone nel mondo e, per l'atrofia geografica, le terapie approvate richiedono iniezioni ripetute e offrono benefici limitati, spingendo l'interesse verso strategie alimentari e integratori a basso rischio. La formulazione AREDS2, raccomandata per AMD intermedia o avanzata in almeno un occhio, è una combinazione ad alto dosaggio e non va considerata un integratore di benessere generale. La sostituzione del beta-carotene con luteina e zeaxantina nella formula AREDS2 è particolarmente rilevante per chi fuma o ha fumato, poiché il beta-carotene è associato a un aumento del rischio di tumore polmonare in questi soggetti (Dry Eye Watch). L'uso degli integratori deve essere sempre allineato al parere dell'oculista e allo stadio della malattia.
I dati disponibili derivano da questionari alimentari e possono essere influenzati da altri comportamenti salutari, limitando la possibilità di stabilire un rapporto causale. Inoltre, l'associazione tra consumo di pesce e rischio di AMD non è stata coerente tra i diversi studi e alcuni effetti protettivi sono emersi solo in presenza di specifiche varianti genetiche. Nessun singolo alimento o supplemento può sostituire la sorveglianza clinica o i trattamenti specifici per la malattia. Il counseling nutrizionale dovrebbe essere adattato allo stadio della malattia: pesce e verdure per l'AMD intermedia, frutta, verdure e riduzione della carne rossa per l'atrofia geografica, sempre in aggiunta agli integratori AREDS2 quando indicati. L'evidenza più solida riguarda la riduzione del rischio attraverso la combinazione di dieta mediterranea e supplementazione AREDS2 nei pazienti idonei, mentre l'astensione dal fumo rimane il principale fattore modificabile per la prevenzione della progressione dell'AMD.
Fonte: American Journal of Ophthalmology, National Eye Institute, Healio.
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