I risultati iniziali dell’Italian Health Examination Survey 2023-2025, condotta nell’ambito del Progetto Cuore e diffusa dall’Istituto Superiore di Sanità, mettono in evidenza come la pressione arteriosa elevata e il consumo eccessivo di sale restino problemi radicati tra gli adulti in Italia. Tra i 35 e i 74 anni, la media della pressione sistolica si attesta a 134 mmHg negli uomini e 125 mmHg nelle donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la prevenzione e il controllo dell’ipertensione una priorità di salute pubblica internazionale e promuove politiche fondate su dati scientifici per ridurre i principali fattori di rischio cardiovascolare.
Il controllo della pressione arteriosa resta insoddisfacente anche tra chi segue già una terapia: solo il 22% degli uomini e il 34% delle donne in trattamento raggiunge valori inferiori a 140/90 mmHg. Un altro aspetto riguarda la consapevolezza: tra i 35 e i 44 anni, il 72% degli uomini e il 53% delle donne con pressione elevata non è a conoscenza della propria condizione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità richiama l’attenzione sull’importanza di strategie di prevenzione e monitoraggio per ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari e ictus, come riportato nelle WHO Health Product Policy and Standards.
Consumo di sale e raccomandazioni OMS
Il Progetto Cuore rileva che il consumo medio giornaliero di sale è di 9,3 grammi negli uomini e 7,1 grammi nelle donne, valori ben oltre la soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, fissata a meno di 5 grammi al giorno. Solo l’11% degli uomini e il 24% delle donne rispetta questa indicazione. Questi dati emergono dal monitoraggio preliminare dell’Italian Health Examination Survey, mentre la WHO ribadisce che la riduzione del consumo di sale resta una delle strategie globali più efficaci per prevenire ipertensione e patologie correlate.
Pressione arteriosa elevata e consumo eccessivo di sale rappresentano fattori di rischio per l’ictus, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus. Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco, responsabili del Progetto Cuore, evidenziano che la prevenzione richiede l’impegno di cittadini e professionisti sanitari insieme alle istituzioni. Conoscere e monitorare i propri valori di pressione, glicemia e colesterolo consente di individuare precocemente le condizioni di rischio e di intervenire prima che si verifichino eventi cardiovascolari. L’OMS supporta i Paesi nell’adozione di politiche e standard per la qualità e la sicurezza dei prodotti per la salute, promuovendo buone pratiche lungo tutta la filiera (WHO policy standards).
La lotta all’ipertensione rimane centrale anche nell’agenda internazionale. Le iniziative dell’OMS includono una roadmap globale per affrontare l’ipertensione in gravidanza entro il 2026, con l’obiettivo di migliorare la salute materna e neonatale e ridurre il carico delle malattie cardiovascolari a livello mondiale.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda all’articolo originale pubblicato su Corriere della Calabria.