Il programma pilota di screening per il tumore al polmone avviato dalla Asst Spedali Civili di Brescia ha visto, nei primi tre mesi di attività, 176 TAC torace a bassa dose effettuate e 63 persone prese in carico nei Centri per il trattamento del tabagismo. L'iniziativa, partita a fine luglio, rientra nel sistema regionale di prevenzione oncologica e punta a individuare la malattia in fase precoce tra chi presenta un rischio elevato. Non si trova una fonte istituzionale che riporti una cronologia dettagliata dell'avvio o delle tappe regolatorie del progetto, e non sono stati pubblicati dati ufficiali su risultati clinici, tassi di positività o follow-up dei casi individuati.
La selezione dei partecipanti si è svolta tramite la somministrazione di 270 questionari di rischio, rivolti a uomini e donne residenti o assistiti in Lombardia, di età compresa tra 55 e 74 anni, forti fumatori attuali o ex forti fumatori secondo i criteri regionali. Per i soggetti eleggibili, il percorso prevede la TAC torace a bassa dose e, se ancora fumatori, l'accesso al Centro Antifumo per un supporto specifico. Non sono disponibili dati ufficiali su parametri tecnici delle apparecchiature, dosi di radiazione, protocolli di refertazione o tempistiche tra valutazione del rischio e imaging. Non risultano pubblicati indicatori di performance come tassi di falsi positivi, distribuzione per stadio o esiti di mortalità.
Obiettivi e percorso di prevenzione
Secondo quanto dichiarato da Enrico Burato, direttore sociosanitario della Asst, la struttura di Promozione della Salute svolge un ruolo centrale sia nell'informazione ai cittadini sia nella tutela della salute pubblica. L'investimento nella prevenzione, sottolinea Burato, permette di ridurre l'incidenza delle malattie, favorire la diagnosi precoce, diminuire la mortalità e migliorare la qualità della vita, contribuendo anche alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, non sono disponibili trascrizioni ufficiali o comunicati istituzionali che riportino dichiarazioni dirette di Burato in merito al programma di screening polmonare.
Il programma di screening polmonare rappresenta un esempio di lavoro multidisciplinare e di collaborazione tra servizi, con l'obiettivo di offrire un percorso strutturato alle persone più esposte al rischio. L'iniziativa si affianca ad altre campagne di sensibilizzazione, come quella promossa dall'associazione Alcase Italia, a cui aderiscono gli Spedali Civili e il Comune di Brescia. In questo contesto, la prevenzione del tumore al polmone si integra con altre strategie di salute pubblica, tra cui la riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare già documentata in precedenza su Ti sostengo.
Non risultano pubblicati atti deliberativi, decreti ministeriali o documenti di valutazione tecnologica sanitaria che istituiscano formalmente il programma pilota di Brescia, né sono disponibili riferimenti a risoluzioni del Consiglio regionale della Lombardia o a inserimenti in programmi nazionali di prevenzione. Per ulteriori informazioni sul programma di screening, è possibile contattare il coordinamento all'indirizzo email fornito dalla Asst Spedali Civili. Approfondimenti sulle linee guida nazionali in materia di screening oncologici sono disponibili presso l'Istituto Superiore di Sanità. Fonte: Giornale di Brescia.