Un'analisi che ha raccolto dati da quattordici studi osservazionali ha esaminato il possibile collegamento tra aderenza alla dieta mediterranea e rischio di tumore alla prostata. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra chi segue questo modello alimentare e chi lo adotta meno. Il risultato principale, pubblicato su BMC Nutrition, riporta un rischio relativo di 0,98 con intervallo di confidenza al 95% tra 0,93 e 1,04, valore che non suggerisce un effetto protettivo. L'analisi ha impiegato un modello a effetti casuali con stima REML e aggiustamento Hartung-Knapp. L'eterogeneità tra gli studi è stata valutata come moderata (I²=34,8%, Q statistic=19,95).
La dieta mediterranea viene spesso indicata come modello alimentare utile nella prevenzione di diverse patologie croniche, grazie all'alto consumo di alimenti vegetali e grassi insaturi. Tuttavia, questa revisione sistematica non ha confermato un'associazione con la riduzione del rischio di tumore alla prostata nei dati disponibili. Gli autori hanno selezionato gli studi tramite le banche dati PubMed, Web of Science e Scopus, applicando criteri di inclusione rigorosi. La valutazione del bias di pubblicazione è stata condotta con funnel plot, funnel plot con contorni e test di regressione di Egger (p=0,115), senza segnali statisticamente significativi. Analisi complementari hanno suggerito un possibile effetto legato agli studi di piccole dimensioni.
Risultati, limiti e prospettive della ricerca
L'eterogeneità tra gli studi è risultata moderata, con I² al 34,8% e Q statistic di 19,95. La valutazione del bias di pubblicazione, tramite funnel plot, funnel plot con contorni e test di regressione di Egger (p=0,115), non ha mostrato segnali statisticamente significativi. Tuttavia, analisi aggiuntive hanno suggerito un possibile effetto dovuto agli studi di piccole dimensioni. Gli autori sottolineano che, pur non avendo trovato un'associazione protettiva, la plausibilità biologica e le tendenze epidemiologiche non univoche richiedono ulteriori approfondimenti, soprattutto con strumenti di valutazione alimentare più standardizzati e considerando fattori genetici e microbioma. Il protocollo della revisione non era stato registrato in anticipo. Lo studio è stato pubblicato come open access su BMC Nutrition il 4 novembre 2026 e porta la firma di Tom Thabo Jahnke, Christian Holschuh e Peter Schlattmann.
La dieta mediterranea si distingue per un elevato consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, noci, semi, pesce e grassi insaturi, con un apporto ridotto di alimenti altamente processati e grassi saturi. Secondo Allianz Care, questo modello alimentare può sostenere la salute generale. Non ci sono però prove che la sola dieta mediterranea riduca in modo indipendente l'incidenza del tumore alla prostata. L'organizzazione raccomanda anche il mantenimento di un peso sano e l'attività fisica regolare, oltre all'astensione dal fumo e alla moderazione nel consumo di alcol come misure generali di prevenzione Allianz Care.
Le ricerche nutrizionali, come evidenziato dalla Leukemia & Lymphoma Society of Canada, tendono a misurare associazioni piuttosto che dimostrare un rapporto causale diretto tra un singolo alimento o modello alimentare e l'insorgenza di tumori. Il consenso attuale è che nessun singolo alimento possa proteggere dal cancro da solo. Questo aspetto è importante nell'interpretazione dei risultati della metanalisi: l'assenza di un'associazione protettiva non esclude benefici cardiovascolari o metabolici della dieta mediterranea, ma limita la conclusione al rischio di tumore alla prostata valutato negli studi osservazionali inclusi.
Il World Cancer Research Fund, che valuta le evidenze su stile di vita e cancro, non ha fornito una conclusione definitiva o una stima quantitativa aggiornata sull'effetto della dieta mediterranea sul rischio di tumore alla prostata. In passato, la stessa organizzazione aveva classificato l'evidenza per l'attività fisica e il tumore alla prostata come "limitata, nessuna conclusione", segnalando l'incertezza che può caratterizzare i rapporti tra stile di vita e rischio oncologico World Cancer Research Fund.
La revisione pubblicata su BMC Nutrition mostra che, pur non avendo riscontrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di tumore alla prostata associata alla dieta mediterranea (RR 0,98; IC 95%: 0,93-1,04), il risultato non esclude la possibilità di un piccolo effetto protettivo o di un lieve aumento del rischio. Le principali limitazioni dello studio riguardano la natura osservazionale degli studi inclusi, la variabilità nella misurazione della dieta, la possibile presenza di effetti legati agli studi di piccole dimensioni e l'assenza di una registrazione prospettica del protocollo. Non sono stati identificati cambiamenti nelle linee guida cliniche o raccomandazioni ufficiali dopo questa pubblicazione. Ulteriori ricerche con disegni più robusti e strumenti di valutazione più standardizzati sono considerate necessarie per chiarire il ruolo della dieta mediterranea nella prevenzione del tumore alla prostata. Per approfondimenti, si rimanda anche alla copertura originale.