Nei trial clinici randomizzati sulle formule erboristiche cinesi, l'inclusione dei pattern della medicina tradizionale cinese (TCM) tra i criteri di selezione si collega a una frequenza più alta di risultati primari statisticamente significativi. Lo studio pubblicato su Acta Pharmaceutica Sinica B ha preso in esame 378 trial randomizzati controllati con placebo, pubblicati tra il 1° gennaio 2020 e il 21 ottobre 2025, con 92.691 partecipanti valutati sugli endpoint principali. Dei 378 studi, 197 (52,1%) hanno richiesto la presenza di pattern TCM specifici come criterio di inclusione. In questi studi, il 94,9% ha riportato un risultato primario statisticamente significativo, mentre negli studi senza pattern la percentuale è stata del 75,7%. Dopo l'aggiustamento per quattro caratteristiche predefinite dei trial, la selezione basata sui pattern ha mostrato una probabilità superiore del 14% di ottenere un risultato primario statisticamente significativo (risk ratio aggiustato 1,14; intervallo di confidenza al 95%: 1,06-1,23; P = 0,001). Questa associazione si è confermata nei sottogruppi e nelle analisi di sensibilità (EurekAlert!).
La medicina tradizionale cinese raggruppa i pazienti con la stessa malattia in base a sintomi e segni, guidando la scelta del trattamento attraverso la differenziazione dei pattern. Questo metodo si discosta dai trial convenzionali, che di solito definiscono l'eleggibilità tramite diagnosi, gravità, biomarcatori e caratteristiche cliniche standardizzate. Lo studio ha voluto verificare se una selezione fenotipica più mirata dei partecipanti fosse collegata a una maggiore probabilità di risultati statisticamente significativi negli endpoint primari. L'analisi ha trovato un'associazione costante nei sottogruppi e nelle analisi di sensibilità, ma non ha dimostrato che il pattern migliori direttamente l'efficacia terapeutica. La conclusione riguarda il rapporto tra criteri di selezione e risultati pubblicati a livello di trial, senza valutare l'efficacia clinica individuale delle formule.
Risultati principali e limiti metodologici
Solo 52 studi (13,8%) sono stati valutati a basso rischio di bias, segnalando che la maggior parte dei trial presentava almeno qualche problema metodologico rilevante. Inoltre, pochi trial pattern-based hanno riportato esiti primari non significativi, una distribuzione che può rendere difficile distinguere un reale effetto del criterio di selezione da bias di pubblicazione o selezione degli esiti. Gli autori segnalano che bias di pubblicazione, selezione degli esiti, confondenti residui e differenze nelle pratiche di ricerca e di reporting possono aver influenzato i risultati. L'associazione osservata a livello di trial non dimostra che la selezione basata sui pattern migliori l'efficacia clinica delle terapie. Gli autori raccomandano ulteriori valutazioni in studi prospettici rigorosi dal punto di vista metodologico, con una valutazione standardizzata dei pattern e maggiore trasparenza nel reporting (News Medical).
La letteratura clinica sulle formule TCM mostra la complessità delle preparazioni, che rende difficile standardizzare composizione, dosaggio e meccanismi d'azione. Una revisione sulle applicazioni immunologiche dei prodotti naturali e della TCM indica che questa complessità ostacola la ricerca meccanicistica, l'approvazione regolatoria e l'accettazione internazionale. Si raccomanda di condurre trial randomizzati prospettici con formulazioni standardizzate, schemi posologici definiti e outcome riferiti dai pazienti per verificare i benefici clinici (Drug Design, Development and Therapy).
Una revisione sistematica su dieci trial randomizzati di formule erboristiche cinesi per le vertigini, tutti basati su criteri diagnostici TCM, ha riportato efficacia clinica tra il 60% e il 90%. Tuttavia, l'eterogeneità degli studi ha impedito una meta-analisi e il reporting degli eventi avversi era spesso assente o minimo (PubMed). Questo esempio mostra che l'uso sistematico dei criteri TCM può migliorare la coerenza diagnostica interna, ma non elimina automaticamente eterogeneità, rischio di bias o carenze nel monitoraggio della sicurezza.
Non risultano decisioni regolatorie, autorizzazioni di prodotto o pronunciamenti di agenzie sanitarie che riconoscano la selezione per pattern come criterio valido per l'approvazione di farmaci. L'assenza di una decisione regolatoria è rilevante perché una maggiore frequenza di risultati positivi nei trial non equivale a una dimostrazione di qualità, sicurezza o efficacia sufficiente per l'immissione in commercio. Gli autori dello studio sottolineano la necessità di trial prospetticamente registrati, metodologicamente rigorosi e trasparenti, con procedure standardizzate per la valutazione dei pattern TCM, per rafforzare l'affidabilità dell'evidenza clinica.
Fonte: Acta Pharmaceutica Sinica B.