Lo studio clinico randomizzato di fase 2b pubblicato su JAMA il 26 ottobre 2026 ha rilevato una riduzione media di 12,5 punti sulla scala MADRS nei pazienti trattati con 8 mg di mebufotenina benzoato. Il farmaco, somministrato in singola dose tramite spray nasale, è stato valutato su adulti con depressione maggiore resistente ad almeno due trattamenti antidepressivi convenzionali. La molecola, chiamata anche 5-MeO-DMT, è un triptamino psichedelico a breve durata d'azione collegato alle secrezioni del rospo del deserto di Sonora e viene sviluppata nella formulazione nasale come mebufotenina benzoato.
La sperimentazione, svolta tra settembre 2023 e aprile 2025, ha incluso 193 partecipanti tra 18 e 75 anni, distribuiti in 38 centri clinici tra Stati Uniti, Australia, Germania, Polonia, Spagna e Regno Unito. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi: 46 hanno ricevuto 8 mg, 73 hanno ricevuto 12 mg e 74 hanno ricevuto 0,3 mg come comparatore a basso dosaggio, scelto per mantenere il doppio cieco senza indurre effetti soggettivi rilevanti. Tutti hanno ricevuto supporto psicologico strutturato prima, durante e dopo la somministrazione.
Risultati clinici e sicurezza
Al giorno 29, la riduzione media dei sintomi depressivi è stata di 11,1 punti nel gruppo 12 mg e di 5,5 punti nel gruppo di confronto, con differenze aggiustate di -6,2 punti per 8 mg e -5,3 punti per 12 mg rispetto al comparatore (P=0,003). La risposta clinica, definita come riduzione di almeno il 50% della gravità dei sintomi, è stata registrata nel 35% dei pazienti trattati con 8 mg e nel 34% di quelli trattati con 12 mg, rispetto al 12% del gruppo di confronto. I tassi di remissione (MADRS ≤10) sono stati rispettivamente del 26% per 8 mg, 18% per 12 mg e 8% per il comparatore. Le riduzioni dei sintomi sono risultate superiori rispetto al comparatore già dal primo giorno e sono state mantenute fino a otto settimane (giorno 57).
L'85% dei pazienti trattati con 8 mg e il 78% di quelli con 12 mg è stato giudicato pronto per la dimissione entro due ore dalla somministrazione, secondo la valutazione clinica di idoneità. Gli eventi avversi sono stati segnalati nel 76% dei pazienti con 8 mg, nell'85% con 12 mg e nel 73% del gruppo di confronto; il 99,7% degli eventi è stato classificato come lieve o moderato. Questi dati confermano una buona tollerabilità a breve termine in ambiente controllato, come riportato anche da Medscape e Newsweek.
Limiti e prospettive della ricerca
Gli autori dello studio segnalano che la mebufotenina intranasale resta un trattamento sperimentale e che saranno necessari ulteriori studi per confermare efficacia e sicurezza a lungo termine. Il beneficio osservato riguarda una popolazione con depressione resistente, definita da una mancata risposta ad almeno due e fino a cinque trattamenti antidepressivi durante lo stesso episodio depressivo. La durata relativamente breve degli effetti psichedelici e la possibilità di dimissione rapida (entro due ore per la maggior parte dei pazienti) sono stati considerati possibili vantaggi rispetto ad altre sostanze in fase di studio. Tuttavia, la generalizzabilità dei risultati alla pratica clinica ordinaria resta da valutare, poiché il protocollo prevedeva supporto psicologico strutturato e monitoraggio specialistico. Non sono disponibili dati su somministrazioni ripetute, sottogruppi specifici o confronti diretti con trattamenti antidepressivi già approvati.
Risultati preliminari su trattamenti innovativi per condizioni resistenti sono stati segnalati anche in altri ambiti, come riportato in questo approfondimento su una sperimentazione nella psoriasi a placche.
La pubblicazione originale dello studio è disponibile su JAMA e riporta i dati completi relativi a efficacia, sicurezza e limiti metodologici. Attualmente, la mebufotenina benzoato non ha ricevuto autorizzazione da FDA, EMA o altre agenzie regolatorie per il trattamento della depressione resistente e rimane in fase di sviluppo clinico.
Per ulteriori dettagli, si rimanda anche all'articolo di approfondimento pubblicato su Doctor33.