Una revisione narrativa pubblicata su Applied Sciences segnala che la dieta mediterranea risulta sempre meno praticabile nelle città moderne, specie tra giovani e persone con redditi più bassi. Ricercatori di università portoghesi e spagnole hanno esaminato 116 fonti scientifiche per capire perché il modello alimentare tradizionale sia oggi così difficile da mantenere. Un recente articolo su Nature del 2026 conferma che l'adesione alla dieta mediterranea cala da decenni, soprattutto tra le nuove generazioni, per condizioni socioeconomiche, consumo crescente di cibi ultraprocessati e conoscenza limitata dei benefici per la salute.
La dieta mediterranea è nota per il suo ruolo nella prevenzione delle malattie croniche, grazie all'abbondanza di frutta, verdura, olio d'oliva, legumi, noci e cereali integrali, con consumo moderato di pesce, latticini e uova e un apporto molto limitato di carne rossa e alcol. Gli autori precisano che il consumo di vino era una pratica culturale, non una raccomandazione sanitaria. Studi storici hanno collegato questo stile di vita a una maggiore aspettativa di vita e a una minore incidenza di patologie cardiovascolari e oncologiche. Secondo la Harvard T.H. Chan School of Public Health e l'American Diabetes Association, non esiste un unico modello ufficiale di dieta mediterranea, ma si tratta di abitudini alimentari prevalentemente vegetali, con pesce e frutti di mare consumati più spesso rispetto alla carne rossa, e acqua come principale bevanda.
Le sfide della vita urbana e i cambiamenti alimentari
Dagli anni Sessanta, l'adesione alla dieta mediterranea è diminuita in modo marcato, specie tra chi vive in città, tra i più giovani e tra chi ha meno risorse economiche. Orari di lavoro prolungati, poco tempo per cucinare e la disponibilità di cibi pronti e ultraprocessati hanno favorito il consumo di prodotti ricchi di zuccheri e grassi, ma poveri di micronutrienti. Questi cambiamenti si accompagnano a un aumento dell'obesità e di disturbi metabolici. Secondo dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2022 circa 2,5 miliardi di adulti nel mondo erano in sovrappeso, inclusi 890 milioni di adulti con obesità, e la prevalenza dell'obesità negli adulti è più che raddoppiata dal 1990 OMS.
La revisione ha rilevato che la difficoltà di seguire la dieta mediterranea non riguarda solo la scelta degli alimenti, ma anche aspetti sociali e di stile di vita, come la riduzione dei pasti condivisi e dell'attività fisica quotidiana. L'adesione risulta più bassa tra fumatori, persone stressate, residenti in aree urbane, chi svolge poca attività fisica e chi ha un reddito inferiore. Il costo dei cibi ultraprocessati è spesso molto più basso rispetto agli alimenti freschi: uno studio citato riporta 0,55 dollari per 100 calorie di cibi ultraprocessati contro 1,45 dollari per quelli non processati. Una revisione sistematica pubblicata su Nutrition Reviews indica che l'adesione alla dieta mediterranea è influenzata da variabili socio-demografiche e di stile di vita, tra cui livello di istruzione, reddito familiare, abitudine al fumo e attività fisica nel tempo libero, e le associazioni statistiche tra dieta e salute possono essere condizionate da fattori confondenti.
Strategie e limiti delle soluzioni proposte
Gli autori hanno raccolto dati su interventi in mense aziendali e scolastiche, riformulazione di prodotti pronti e promozione dell'attività fisica. In uno studio su 96 lavoratori che hanno consumato pasti in stile mediterraneo in mensa per un anno, il punteggio di adesione alla dieta è aumentato da 4,8 a 7,4 e la percentuale di sindrome metabolica è diminuita dal 24% al 15,6%. Un altro intervento su 485 vigili del fuoco negli Stati Uniti ha previsto sconti al supermercato, campioni gratuiti, formazione online e dimostrazioni di cucina, con un miglioramento del 10% nell'adesione alla dieta. Un programma scolastico a Cipro, con degustazioni e lezioni di cucina, ha migliorato la conoscenza nutrizionale e la qualità della dieta tra i 150 studenti di sesta elementare coinvolti. Tuttavia, la maggior parte di questi interventi è stata valutata in contesti protetti e non è chiaro se i risultati siano replicabili su larga scala.
La revisione ha anche analizzato studi sulla possibilità di migliorare il profilo nutrizionale dei cibi pronti, ad esempio con snack multigrain, ma spesso questi prodotti non rispettano i parametri della dieta mediterranea e utilizzano ingredienti non tradizionali. Inoltre, non sono disponibili dati certi sull'impatto di queste soluzioni sull'accessibilità economica e sull'adesione a lungo termine. Un recente studio pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition ha sviluppato il questionario ICARO-Food Knowledge per valutare la conoscenza della dieta mediterranea tra bambini, adolescenti e adulti, coinvolgendo 321 partecipanti tra novembre 2023 e luglio 2024. Il questionario ha mostrato affidabilità e validità di facciata in tutte le fasce d'età, ma la validità costruttiva è stata confermata solo negli adulti, limitando l'applicabilità dello strumento nei più giovani. Gli autori segnalano che affrontare le barriere all'adesione richiede il potenziamento dell'educazione nutrizionale e un migliore accesso a opzioni alimentari sane.
Gli autori osservano che l'aumento della mortalità per malattie non trasmissibili in alcuni Paesi mediterranei potrebbe dipendere anche dall'invecchiamento della popolazione e da altri fattori di rischio, oltre ai cambiamenti alimentari. Non risultano attualmente decisioni regolatorie, leggi o misure governative specifiche in materia di adesione alla dieta mediterranea, prodotti pronti mediterranei o cibi ultraprocessati, mentre le strategie proposte riguardano soprattutto l'accesso facilitato, l'educazione, i pasti nei luoghi di lavoro e la promozione della mobilità attiva Nature Portfolio.
Fonte: Lopes, J. K., de Oliveira, I., Perez-Vazquez, A., Bartolomeu, R. F., Roriz, C. L., Prieto, M. A., & Carocho, M. (2026). The Mediterranean Diet vs. 21st Century Lifestyle: A Review. Applied Sciences, 16(21), 10902. DOI: 10.3390/app162110902
Per approfondire: The Mediterranean diet has a modern problem - and it isn't just about food