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A Monza la cittadina per persone con Alzheimer

Giovanni Deleo 23 Febbraio 2018
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La struttura, innovativa in Italia nel suo genere, accoglierà 64 persone affette da Alzheimer e demenza, in un’area di oltre 14 mila metri quadri. 55 circa i nuovi posti di lavoro per soddisfare le esigenze degli ospiti. L’inaugurazione avverrà domani 24 febbraio 2018 alle 10:30 a Monza, in via Casanova 31 (angolo viale Elvezia). 

Gli ospiti saranno accuditi e osservati nei loro comportamenti, con l’obiettivo di elaborare un modello di cura estendibile anche ad altre realtà territoriali.

Fonte: Cooplameridiana.it per maggiori informazioni cliccate qui (sito)

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Una vera e propria cittadina con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, la pro loco, l’orto e gli appartamenti. Un progetto innovativo che rivoluziona il modo di intendere la cura e l’assistenza e che offre alle persone malate di Alzheimer e di demenza la possibilità di vivere la propria autonomia residua in libertà e al tempo stesso di usufruire della necessaria assistenza e protezione.Un progetto con una solida base scientifica, che trova la collaborazione del Politecnico di Milano, della Fondazione Golgi Cenci e del CNR (Centro Nazionale Ricerche). Enti importanti che saranno chiamati, insieme ad una serie professionisti e di esperti a monitorare gli effetti de Il Paese Ritrovato sulle persone malate e sulle loro famiglie.

Un’osservazione che culminerà, grazie agli esperti dell’Università LIUC di Varese, nella messa a punto di un modello di cura estendibile anche ad altre realtà territoriali.

Enti autorevoli e qualificati, dunque, che collaborano e collaboreranno con la Cooperativa La Meridiana per offrire alla comunità scientifica nuovi traguardi per la cura e l’assistenza.

Oltre agli operatori specializzati, al personale sanitario che accompagnerà la vita degli ospiti del Villaggio, un sistema tecnologico avanzato ed innovativo aiuterà a monitorare in maniera non invasiva, ma con efficacia la vita del villaggio.

Ogni dettaglio della cittadina è stato studiato, progettato e realizzato in funzione dello stato della persona malata. Un progetto che assicura una vita il più possibile confortevole ed adeguata alle esigenze della persona con demenza.

Una ricerca che ha interessato la scelta dei colori, delle luci, degli arredi. Sono state installati appositi sistemici domotici e impianti tecnologici compatibili con lo stato cognitivo delle persone malate. Oltre agli arredi e agli ambienti, anche gli aromi e profumi intervengono nel processo di cura e assistenza. Profumi che rimandano all’ambiente naturale, che richiamano ricordi positivi e che possono incidere sull’umore e sullo stato d’animo.

“In poco meno di un anno e due mesi abbiamo costruito Il Paese Ritrovato – afferma con entusiasmo Roberto Mauri, direttore della Cooperativa La Meridiana – abbiamo superato tutti gli ostacoli e in tempo record siamo riusciti a far sorgere la struttura. Un progetto innovativo, che avrà importanti effetti sia sul piano della cura sia a livello scientifico. Sul piano della cura – prosegue Mauri – ci attendiamo che le persone colpite da un progressivo calo cognitivo possano vivere meglio e con minor stress; mentre dal punto di vista scientifico la comunità accademica e gli esperti sono molto interessati a capire quale sarà l’effetto de Il Paese Ritrovato sulla persona malata e sulle relazioni familiari. Un progetto che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione di tanti cittadini, di molti donatori, di enti pubblici e privati che hanno aderito a questa causa e che ringraziamo di cuore. Il Paese Ritrovato è un bene della città, del territorio – conclude Mauri – un luogo concreto per proseguire la sfida alla malattia del secolo e diventare importante punto di riferimento per persone e famiglie che hanno subito e subiscono i pesanti effetti della malattia.”

I numeri de Il Paese Ritrovato

Il Paese Ritrovato ospiterà 64 persone sorge su un un’area di oltre 14 mila mq, di cui 5350 mq calpestabile (parte costruita). Ci saranno nuove assunzioni (55 circa nuovi posti!) con adeguata ed apposita formazione.

I costi e i donatori

Il costo complessivo supera i 9,5 milioni di euro. Poco più di sei milioni e mezzo sono giunti attraverso donazioni a cura di famiglie, cittadini, imprese, fondazioni, associazioni. Non è mancata la collaborazione con gli enti pubblici: Comune di Monza, Regione Lombardia, ATS Brianza, ASST Monza. I contributi più importanti, quelli che hanno fatto si che il progetto decollasse, sono arrivati da tre famiglie illuminate della Brianza: Rovati, Fontana, Fumagalli. Decisivi anche gli interventi di Fondazione Cariplo, della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e dell’Associazione Petri Cagnola.

Le dimensioni della malattia

Il numero dei malati con demenza è destinato ad aumentare. Oggi nel mondo si stimano 24 milioni di malati. In Italia le persone malate di demenza sono circa un milione. Gli studi demografici prevedono che nel 2050 le persone malate di Alzheimer e di demenza saranno quadri plicate. Nel territorio della ex ASL Monza e Brianza le persone con demenza sono circa 7.500 pari al 4,5% di tutta la popolazione anziana.​

“Non si tratta di trovare una cura specifica, certamente anche questo se occorresse – afferma Mariella Zanetti, Geriatra de La Meridiana– ma di consentire alle persone con demenza e con Alzheimer di poter disporre della propria autodeterminazione, e di poter gestire la propria quotidianità in un ambiente consono ed adeguato alle proprie esigenze. Il fatto di essere in grado di vestirsi, fare la spesa, andare in chiesa o a teatro, rende la persona capace di ritrovare le dimensioni fondamentali della propria quotidianità cioè la dimensione fondamentale della vita”

Fonte: comunicato Cooplameridiana.it

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