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Medicina

Antibiotici: se ne abusi, non servono più

Redazione 15 Aprile 2018
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La prima regola degli antibiotici è cercare di non usarli, la seconda è cercare di non usarne troppi”. Così si esprimeva Paul L. Marino, autore di uno dei testi di medicina più diffusi negli USA, nel suo manuale. I rischi derivanti dall’uso disinvolto di questi medicinali sono estremamente gravi per la salute individuale e pubblica.

Lo sviluppo di batteri che danno luogo a infezioni farmaco-resistenti definite in gergo Amr (Antimicrobial Resistance Infections) ha reso pericolose malattie che fino a pochi anni fa sembravano del tutto controllabili. Batteri come l’Escherichia Coli, la Klebsiella Pneumoniae e lo Staphylococcus Aureus hanno sviluppato modificazioni che li mettono in grado di contrastare l’azione dei farmaci: chi si ammala, di conseguenza, si trova nell’impossibilità di essere curato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)ha ripetutamente lanciato l’allarme, diffondendo alcune linee guida per medici e popolazione. La raccomandazione principale per i cittadini è lavarsi spesso le mani per prevenire le infezioni, oltre a fare uso di questi farmaci solo nei casi strettamente necessari, evitando l’auto-prescrizione.

Una volta iniziata la terapia, inoltre, è necessario portarla a termini in maniera scrupolosa e rispettando gli orari. Un aiuto può venire dai medici, che devono indicare gli orari di assunzione in maniera precisa (“ogni 8 ore” invece di “3 volte al giorno”).

Ma la responsabilità della farmaco-resistenza non è solo della popolazione. Tra le cause, anche l’utilizzo intensivo di antibiotici in agricoltura e negli allevamenti intensivi: molecole che poi finiscono nella carne e nel latte, rendendo molto più difficile controllare il problema.

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