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Malattie cardiache, dieci anni in più con la prevenzione

Redazione 23 Aprile 2018
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Un over 55 su 3 svilupperà, nel corso della vita, uno scompenso cardiaco: la metà di loro morirà entro 5 anni, un tasso di sopravvivenza inferiore a quello di molti tumori. La statistica è stata fornita qualche tempo fa dalla Società Italiana di Cardiologia (Sic). Oltre allo scompenso, ritenuto tra le patologie più pericolose, sono in aumento anche le malattie legate all’aterosclerosi, come infarti e ictus. La buona notizia, secondo i cardiologi italiani, è che la prevenzione e la cura precoce possono “regalare” fino a 10 anni di vita.

Le terapie messe a punto negli ultimi 50 anni hanno mostrato risultati, portando a progressi decisivi sul decorso e le aspettative per i pazienti. In particolare, è proprio lo scompenso a preoccupare Eugene Braunwald, cardiologo della Harvard University: una pandemia che impone alla comunità scientifica di agire con interventi mirati di informazione e prevenzione.

I dati forniti dal medico americano parlano di 38 milioni di persone nel mondo affetti dalla patologia, una cifra che nel giro di 8 anni potrebbe aumentare fino a raggiungere la cifra di 60 milioni, con aumento esorbitante dei costi diretti e indiretti per il sistema sanitario (fino al 200%).

Cellule staminali e terapia genica sono le nuove frontiere della cura, assieme allo sviluppo di nuove classi di farmaci. Sono inoltre già disponibili test genetici che consentono di valutare la predisposizione al rischio di infarto: mettendo i dati in relazione a comportamenti e stili di vita nocivi (ipertensione, ipercolesterolemia, obesità, diabete, fumo), la probabilità di intervenire prima che l’evento si verifichi aumenta. Sopratutto, sostituendo alle “cattive” abitudini comportamenti più salutari.

Abbiamo parlato di cuore e prevenzione anche in Monzino, l’ospedale del cuore dei lombardi.

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