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Cancro alla prostata: le cose da sapere

Redazione 19 Luglio 2018
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E’ il tumore più diffuso tra la popolazione maschile: il cancro alla prostata ha raddoppiato la sua diffusione negli ultimi dieci anni, complice anche l’allungamento della vita media. Si tratta di una patologia temuta quanto, fortunatamente, trattabile: il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è mediamente del 70%, soprattutto se il carcinoma è rilevato nelle fasi iniziali di sviluppo. Per questo motivo, dopo i cinquant’anni è buona regola sottoporsi a uno screening annuale che consenta di individuarlo in tempo.

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La prostata è una ghiandola presente nell’apparato genitale degli individui di sesso maschile: la sua funzione è produrre una frazione del liquido seminale che viene espulso attraverso l’eiaculazione.
Grande inizialmente come una noce, o quanto una castagna, con l’avanzare dell’età può ingrossarsi e dare luogo a sintomi che possono indicare la presenza di una malattia. Ma esistono altre patologie che possono manifestarsi in maniera simile: tra queste, l’iperplasia prostatica benigna, che dà luogo a sintomi urinari.

Difficoltà nell’urinare, necessità di urinare spesso, dolore durante la minzione, presenza di sangue nelle urine o nello sperma consigliano di consultare un medico: gli esami cominciano di solito con l’esplorazione rettale, in grado di rilevare alcune anomalie, e un controllo del PSA, che si effettua con un semplice prelievo di sangue. Sarà poi lo specialista a consigliare, eventualmente, una biopsia della prostata su guida ecografica, che si esegue di solito in day hospital e anestesia locale: l’esame dura pochi minuti, ed è in grado di rivelare la presenza di cellule tumorali.

Le opzioni di trattamento sono diverse: nel caso di pazienti molto anziani o con altre patologie tumorali in corso, e con aggressività limitata della malattia, si può considerare la “vigile attesa” che consiste nel monitorare la situazione fintanto che non si manifesta un peggioramento meritevole di intervento. La chirurgia radicale, con l’asportazione della ghiandola, oggi affianca le tecniche tradizionali e può essere effettuata tramite un robot. In caso di tumori aggressivi, può essere accompagnata da radioterapia terapia ormonale: il carcinoma alla prostata è infatti molto sensibile all’azione degli ormoni maschili, e in particolare del testosterone.

Il tumore alla prostata è molto raro negli uomini al di sotto dei 40 anni: la percentuale aumenta decisamente, invece, quando si sale sopra i 50.  Oltre all’adenocarcinoma, di gran lunga il più diffuso, nella prostata possono incontrarsi sarcomi, carcinomi a piccole cellule e carcinomi a cellule di transizione.

Non esiste una prevenzione primaria per il carcinoma alla prostata: sono però validi i consigli tipici del vivere sano, che comprendono alimentazione equilibrata con ridotto consumo di carni rosse e movimento almeno mezz’ora al giorno.

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