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IEO, il Coronavirus non ferma la cura dei tumori ematologici

Redazione 8 Aprile 2020
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Il Coronavirus non ferma la cura dei tumori ematologici: in IEO le terapie urgenti sono garantite, assicurando ai pazienti un percorso separato e indipendente per garantirne la sicurezza.

“Le terapie urgenti, come quelle per i tumori ematologici, non possono essere rimandate per paura del contagio. I malati di leucemie, linfomi e mielomi vivono spesso un’emergenza costante, che non guarda in faccia a nessun altro imprevisto, compreso quello drammatico del virus COVID-19.” è questo l’appello del Prof. Corrado Tarella, Direttore della Divisione Ematologia dell’Istituto Europeo di Oncologia e uno dei maggiori esperti internazionali in materia di tumori del sangue.

Tutti i pazienti che necessitano di diagnosi e terapie urgenti, in IEO, continuano ad essere accolti e curati seguendo un percorso separato e indipendente per garantirne la sicurezza. Attualmente tutte le richieste ematologiche non dilazionabili vengono soddisfatte. Solo i controlli sono ridotti o vengono effettuati da remoto, e alcune terapie in day hospital sono rimandate. Tutto il resto viene effettuato, secondo i tempi e le modalità richieste a prescindere dal virus

Non abbiamo ad oggi nessun paziente ematologico ricoverato infettato dal virus – continua Tarella –  Questa è un ‘informazione importante per i malati ematologici, che sono coscienti di essere immunodepressi e si sentono facile preda del virus, soprattutto se accedono a un ospedale.” 

“Il nostro impegno non si è mai fermato, tantomeno nella ricerca – spiega Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO – Gli studi clinici per nuove terapie sperimentali sono attivi e nuovi studi saranno mirati alla gestione della crisi COVID-19 nei prossimi mesi, grazie alla messa a punto di nuovi test immunologici per valutare rapidamente la sieroconversione da Covid-19, vale a dire la presenza nel sangue di anticorpi in grado di proteggerci dal virus, e di nuove modalità di identificazione del virus nei tamponi nasofaringei grazie alle più moderne tecniche di diagnostica molecolare”.

Fonte: www.ieo.it

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