fbpx
Caricamento

Type to search

Approfondimenti Lecco Medicina Notizie Locali Lombardia Top

Abbassamento dell’udito, quali sono gli esami consigliati

Redazione 2 Marzo 2021
Social

L’abbassamento dell’udito più o meno accentuato è una condizione molto diffusa sopra i 60 anni: il dottor Gianfranco Niedda, Responsabile dell’Otorinolaringoiatria di G.B. Mangioni Hospital di Lecco, ci spiega quali sono i principali esami per l’udito.

Non tutti ne sono consapevoli e oltretutto l’età non è l’unico fattore che può incidere sulla possibilità di distinguere chiaramente i suoni.
Anche in età giovanile, traumi, infezioni dell’orecchio, malformazioni o esposizione continuativa a rumori forti ad esempio per cause professionali possono provocare l’abbassamenti dell’udito. 

Soprattutto quando la progressione è lenta e quotidiana, accorgersi dei cambiamenti è  difficile. Per questo, in molti casi i pazienti non efettuano controlli diagnostici se non nel momento in cui la sordità diventa un problema importante: ad esempio quando si arriva alla difficoltà di sentire correttamente dispositivi come il telefono, il televisore o quando si ha difficoltà a distinguere chiaramente le parole durante i dialoghi di tutti i giorni.

In  condizioni normali, l’orecchio umano percepisce anche suoni di intensità inferiore a  20-25 dB.  Al di sopra di questa soglia uditiva, si parla invece di ipoacusia (scarsa capacità uditiva),  con gradi di severità crescenti, fino alla sordità. 

I test audiometrici 
I test audiometrici hanno lo scopo di individuare la soglia in decibel alla quale il paziente è  in grado di percepire un suono. Esistono due tipologie: l’audiometria tonale e l’audiometria vocale. 

L’audiometria tonale 
L’audiometria tonale viene eseguita valutando la percezione del suono per via aerea ossia con delle cuffie e il paziente segnala la soglia minima di udibilità. Successivamente viene eseguita con un vibratore la soglia uditiva per via ossea: il medico appoggia il piccolo apparecchio che vibra dietro l’orecchio del paziente. La vibrazione invia il  segnale direttamente al nervo acustico indipendentemente dallo stato di malattia del timpano o della catena ossiculare. Anche in questo caso si impiegano suoni con frequenze ben  definite e i risultati vengono trascritti sull’audiogramma. Attraverso la comparazione di  queste due metodiche il medico è in grado di valutare la soglia uditiva e la causa della sordità, se legata a una malattia del timpano e della catena ossiculare o del nervo acustico. 

L’audiometria vocale
L’audiometria vocale solitamente si svolge in cuffia (si effettua in alcuni casi in campo libero, senza cuffie). Il paziente ascolta una serie di parole che deve ripetere all’esaminatore e il medico trascrive quante parole vengono comprese correttamente. È un esame molto importante poiché le patologie dell’orecchio interno determinano una sordità che può essere anche lieve nell’audiometria tonale ma con scarsa percezione delle parole. L’audiometria vocale permette quindi di stabilire la sede della lesione uditiva e di quantificarne la gravità. L’esame audiometrico è indolore e non richiede nessuna preparazione. 

L’impedenzometria 
L’impedenzometria serve a valutare lo stato di salute e di mobilità della catena ossiculare,  della cassa timpanica della chiocciola e del nervo acustico. Non è un test doloroso e si esegue inserendo una sonda nel condotto uditivo. Questa  produce cambiamenti di pressione dell’aria che raggiunge il timpano e suoni di diversa frequenza.  L’esame valuta la motilità del timpano e della catena degli ossicini e la funzionalità del nervo  acustico. Nell’otite media ove vi è un versamento nella cassa del timpano la motilità timpanica è ridotta o assente. Nell’otosclerosi che comporta una rigidità della staffa vi è una buona motilità timpanica ma  non degli ossicini. Nelle malattie della chiocciola si riduce il campo dinamico dell’udito ossia suoni poco più forti  della soglia uditiva determinano fastidio. Attraverso lo studio impedenzometrico del riflesso del muscolo della staffa si evidenzia questa patologia e altre patologie del nervo acustico. L’esame impedenzometrico è un esame oggettivo ossia si effettua senza l’ausilio delle risposte del paziente. 

Gli esami vestibolari 
Gli esami vestibolari permettono di stabilire se vi siano patologie dell’equilibrio. Questi esami possono causare una vertigine transitoria. Il paziente viene visitato, vengono eseguite prima le prove vestibolari spontanee, ossia un esame della postura. Si  valutano quindi le deviazioni posturali a occhi chiusi. Si effettuano alcuni esami neurologici che  permettono di sospettare una patologia centrale o del cervelletto, che causa  un’incoordinazione dei movimenti. Successivamente l’otorinolaringoiatra fa indossare al paziente degli occhiali con lenti che  ingrandiscono gli occhi del paziente e non gli permettono di vedere.  Servono per valutare il nistagmo ossia i movimenti rapidi degli occhi provocati da alcuni tipi di vertigine. Le informazioni vengono riportate elettronicamente su un diagramma: il procedimento è chiamato nistagmografia. In base alle caratteristiche del nistagmo e ai test di posizionamento della testa del paziente  si può distinguere se la patologia dell’equilibrio è centrale o periferica ossia se a carico del  cervello o dell’orecchio interno o del nervo uditivo e in questo caso di localizzare in quale punto dell’organo dell’equilibrio si è verificata la patologia.  Localizzare con precisione la sede labirintica della malattia permette in molti casi all’otorino  di intervenire per risolverla rapidamente con delle manovre. 

Quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra per i test dell’udito e  dell’orecchio? 

E’ consigliabile rivolgersi all’otorinolaringoiatria: 

  • se non si riesce più a partecipare funzionalmente alle conversazioni 
  • se si sente la necessità di farsi ripetere frasi e parole più volte 
  • se amici e familiari sostengono che si parli con un tono di voce troppo alto 
  • se per ascoltare la radio o la TV si ha bisogno di alzare di molto il volume. 

Se invece si percepiscono vertigini, senso di nausea, giramenti di testa non ascrivibili a un  disturbo a carico del tratto cervicale o ad altri disturbi già individuati allora è opportuno contattare l’otorinolaringoiatra per un  esame vestibolare.

Fonte: www.gvmnet.it

Quello che leggi ti è utile? Regala un like alla nostra pagina Facebook e iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre informato sulle novità in Lombardia e a Torino

Tags:

Potrebbe interessarti

Menu