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Progetto OncoHome: i pazienti oncologici curati a domiclio

Redazione 9 Aprile 2021
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È stato presentato ufficialmente ieri mattina OncoHome il progetto di cura a domicilio dei pazienti oncologici: l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è capofila del Progetto, che viene sviluppato sul territorio insieme all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e l’ASST Cremona e con patrocinio di AIOM, Associazione Italiana Oncologi Medici. Aveva preso piede durante la prima ondata pandemica, sul nostro territorio, e ora è diventato di interesse interprovinciale.

“OncoHome è la giusta strategia per portare l’ospedale a casa dei malati, garantendo tutta l’assistenza di cui necessitano attraverso le visite a domicilio, ma anche per offrire parole di conforto e una vicinanza fisica che, ora più che mai, sono fondamentali per chi vive una malattia oncologica” – commenta Marco Votta, presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
“Quindi OncoHome è un vero e proprio progetto apri-pista per una modalità assistenziale diversa da attuare sul territorio” – sottolinea Filippo de Braud, direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica ed Ematologia INT – “L’obiettivo è di ridurre del 50% gli accessi in ospedale e di proteggere di conseguenza i pazienti oncologici dal rischio di infezione, fornendo loro lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero. 
Si tratta di un servizio rivolto a soggetti adulti con tumore metastatico, cioè in fase avanzata, che, ricevono terapia orale” – evidenzia Giuseppe Procopio, responsabile della struttura semplice di Oncologia Medica genito-urinaria dell’Int. 

“OncoHome per noi è il giusto proseguo di un’assistenza domiciliare attivata in emergenza a metà marzo 2020 in piena pandemia, per l’assistenza dei nostri pazienti oncologici, compresi quelli con l’infezione da COVID-19” – dichiara Rodolfo Passalacqua, Direttore Unità Operativa di Oncologia, ASST Cremona – “Nell’ambito di questo Progetto pilota che sviluppiamo con INT e HSR, il paziente è parte attiva e ha il compito di compilare ciclicamente dei questionari che, attraverso domande che riguardano l’impatto sulla qualità di vita delle cure in corso, ci servono per capire meglio la reale tossicità dei farmaci.”

Il progetto prevede l’assistenza a 360 gradi, su tre aspetti: la telemedicina, con piattaforma digitale sviluppata ad hoc per le televisite, la spedizione del farmaco, l’individuazione di visita domiciliare a opera di equipe medico-infermieristica.

Molto importante il fatto che il servizio non sarà a carico del paziente, ma neppure del Sistema sanitario nazionale: esso è stato infatti finanziato grazie a una campagna di raccolta fondi a cui hanno preso parte numerose associazioni, tra cui Medea (oltre a Ipsen, Janssen Oncology, Roche, Pfizer, Amgen, Novartis Farma, Bayer), e servirà a sostenere le spese di assistenza e cura, che comprendono visite domiciliari da parte di un team di infermieri, medici e oncologi, consultazioni a distanza e una linea telefonica dedicata per i pazienti.

Fonte: www.asst-cremona.it

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