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San Matteo: nuova terapia intensiva

Giovanni Deleo 12 Febbraio 2018
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Il San Matteo per 40 anni ha visto al suo interno due reparti di terapia intensiva, ai lati opposti dell’ospedale. La rianimazione in un ospedale richiede molto personale e macchinari all’avanguardia: le economie di scala e i vantaggi operativi nel tenere tutti i pazienti assieme in un unico ambiente sono evidenti.

Rianimazione 1 era stata fondata nel 1967 nella parte storica del San Matteo, mentre nel 1974 si era aggiunta la Rianimazione 2 al padiglione Ortopedia, nella parte opposta dell’ospedale e al servizio del Pronto Soccorso Traumatologico e della Neurochirurgia.

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Fonte: comunicato stampa S.Matteo

A metà marzo è previsto il trasferimento della ex-Rianimazione 2 dal Padiglione Ortopedia al piano meno 1 del DEA, in un’ampia zona che è stata allestita accanto alla attuale Rianimazione 1. I due reparti verranno unificati e costituiranno la nuova Rianimazione 1 Generale.
Il trasferimento e l’unificazione rappresentano un importante passo avanti fortemente voluto a superamento di una situazione anacronistica che non aveva più ragione di esistere. La Rianimazione 1 era stata fondata nel 1967 nella parte storica del San Matteo, mentre nel 1974 si era aggiunta la Rianimazione 2 al padiglione Ortopedia, nella parte opposta dell’ospedale e al servizio del Pronto Soccorso Traumatologico e della Neurochirurgia.
Ormai la storica ripartizione di spazi e compiti tra le due rianimazioni aveva perso di significato: i due reparti si erano avvicinati fisicamente (uno da sempre al Padiglione Ortopedia, e l’altro, dal 2014, approdato al DEA) pur rimanendo comunque separati, mentre i compiti e le competenze progressivamente erano diventati sempre più simili. Al tempo stesso le dimensioni dei singoli reparti erano rimaste troppo piccole per rimanere al passo con i tempi e per una gestione della sanità sempre più attenta ai costi.
L’innovazione della nuova Rianimazione 1 Generale diretta da Giorgio Lotti non sarà rappresentata solo dalla costituzione di un unico grande team di lavoro raggruppato negli stessi spazi, ma anche dall’articolazione in 3 filiere organizzative differenti, suddivise per fare fronte al meglio alle esigenze fondamentali più moderne: 12 letti di Rianimazione Generale, 6 letti di Terapia Intensiva Postoperatoria e 5 letti di Assistenza Respiratoria Avanzata.
La Rianimazione Generale continuerà la propria missione di risposta all’emergenza interna nei reparti e nel Pronto Soccorso del San Matteo, nonché all’emergenza proveniente dal territorio. Recentemente questa missione è stata facilitata da un’interazione e interscambio sempre maggiori tra il personale delle rianimazioni e quello della AAT 118 di Pavia.
La sezione di Terapia Intensiva Postoperatoria (TIPO), diretta da Francesco Mojoli, sarà costituita da 6 letti interamente dedicati ai pazienti da sottoporre a chirurgia particolarmente complessa o ai pazienti chirurgici più fragili. Per il San Matteo questa rappresenta una novità da tempo auspicata dai chirurghi. Se la sicurezza dei pazienti chirurgici più difficili era già comunque garantita dai reparti di rianimazione, la costituzione di posti dedicati di TIPO è mirata all’importante compito di dare sicurezza ed evitare spiacevoli sospensioni di interventi per mancanza di posto letto in rianimazione. La TIPO pertanto consentirà di migliorare il servizio per i pazienti (dobbiamo ricordare la necessità di proteggere una popolazione di pazienti chirurgici che è diventata sempre più anziana e con malattie croniche) e di rendere più fluida ed efficiente l’attività chirurgica del San Matteo.
La sezione di Assistenza Respiratoria Avanzata, diretta da Mirko Belliato, sarà invece basata su 5 posti letto dedicati ai casi di rianimazione che necessitano dei supporti vitali e delle tecnologie più complesse, come l’ECMO. Questa sezione risponderà alla vocazione del San Matteo di riferimento regionale e nazionale per le patologie più complesse. Ricordiamo che la rianimazione di Pavia è uno dei 14 centri della rete Nazionale ReSpIRA (Rete Specializzata nell’Insufficienza Respiratoria Acuta) costituita dal Ministero della Salute nel 2009 per fronteggiare l’emergenza della influenza H1N1 pandemica grave, rete attivissima negli ultimi due mesi ancora una volta per l’epidemia influenzale. In stretta relazione con il l’AAT 118 di Pavia diretta da Alessandra Palo, la sezione di Assistenza Respiratoria Avanzata si occuperà anche di assistenza cardiorespiratoria con ECMO nei casi di arresto cardiaco non responsivi al trattamento convenzionale.

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