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Fuoco di Sant’Antonio: nel 2019 arriva il vaccino per adulti

Carlo Sighirleghi 18 Marzo 2018
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Il fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster), è una patologia comune e debilitante causata dalla riattivazione del virus della Varicella Zoster (VZV), contratto generalmente nel corso dell’infanzia.

Il vaccino per questa malattia esiste, e a novembre 2018 risultava in fase di acquisizione in Regione Lombardia.

È possibile fornire il proprio nominativo al proprio centro vaccinale e si verrà richiamati per fissare un appuntamento non appena il vaccino sarà disponibile, nel caso ancora non lo fosse (la distribuzione ai centri vaccinali dovrebbe essere completata nei primi mesi dell’anno in corso).

Nello specifico, si tratta di un vaccino vivo attenuato contenente un alto titolo di virus Varicella/Zoster. Tale vaccinazione è in grado di ridurre di circa il 65% i casi di nevralgia post-erpetica e di circa il 50% i casi clinici di zoster.

La vaccinazione è rivolta alle persone con 65 anni di età (nati nel 1952 e 1953) e alle persone di età superiore ai 50 anni con particolari condizioni di salute: diabete, patologia cardiovascolare, BPCO, soggetti destinati a terapia immunosoppressiva (la terapia non deve essere in atto).

Non si tratta di un vaccino contro la varicella e non deve essere somministrato a bambini e adolescenti, e a chiunque abbia una storia di ipersensibilità importante a qualsiasi componente del vaccino (principio attivo, eccipienti o tracce di residui, come ad esempio la neomicina). L’allergia alla neomicina generalmente si manifesta come dermatite da contatto. Tuttavia, un’anamnesi di dermatite da contatto dovuta alla neomicina non è una controindicazione alla vaccinazione con vaccini a virus vivo.

La vaccinazione anti-Zoster è controindicata nei soggetti che presentino una delle seguenti condizioni:

  • stati di immunodeficienza primaria ed acquisita dovuti a leucemia acuta o cronica, linfoma o altra patologia che coinvolge il midollo osseo o il sistema linfatico;
  • immunosoppressione dovuta ad HIV/AIDS;
  • immunodeficienza cellulare;
  • terapia immunosoppressiva in corso (inclusi corticosteroidi ad alto dosaggio).

L’uso di questo vaccino non è invece controindicato:

  • negli individui in trattamento corticosteroidi per uso topico/inalatorio o corticosteroidi sistemici a basso dosaggio;
  • in pazienti che stiano ricevendo corticosteroidi come terapia sostitutiva, ad esempio per insufficienza surrenalica;
  • in pazienti che presentano tubercolosi attiva non trattata;
  • durante la gravidanza.

Il vaccino anti-zoster in Europa è stato approvato per l’uso negli adulti di età pari o superiore ai 50 anni, per la prevenzione dell’herpes zoster e della nevralgia post-erpetica. Il vaccino può essere usato anche in persone che non presentano anticorpi anti-VZV e che hanno un’anamnesi negativa per varicella e in coloro che hanno già presentato l’herpes zoster. Fonte: vaccinarsinveneto.org

Basandoci su uno studio su 32.000 individui, le reazioni avverse più comuni e riportate con una frequenza maggiore in coloro a cui era stato somministrato il vaccino (in più del 10% dei casi), sono reazioni al sito di iniezione (eritema, gonfiore, prurito, dolorabilità, talvolta ecchimosi o indurimento), mal di testa e dolore alle estremità (in più dell’1% dei casi). La maggior parte di queste reazioni sono state riportate come lievi per intensità. Ulteriori eventi avversi sono stati segnalati spontaneamente nella sorveglianza post-marketing, fra cui artralgia, mialgia, rash, nausea, linfoadenopatia e reazioni di ipersensibilità. Come ogni altro farmaco, è possibile che la vaccinazione determini un danno grave, come ad esempio una reazione allergica severa, ma questa è un’evenienza in genere molto rara.

Fonte: Fatebenefratelli Sacco

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