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Distorsione: tutti i rischi di non curarla

Redazione 28 Luglio 2018
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È certamente capitato a tutti almeno una volta, magari durante una mattinata di jogging al parco o correndo a recuperare un pallone nel corso di una partita a calcetto: prendersi una “storta”, come familiarmente viene chiamata, non è poi così difficile. La distorsione, questo il termine clinico corretto, normalmente è associata alla caviglia: in realtà, però, questa patologia a carico dell’apparato locomotore può riguardare anche il ginocchio, il polso e il gomito e consiste in una temporanea modificazione dell’articolazione: a differenza di quanto avviene in una lussazione, in questo caso non si verifica perdita di contatto tra le superfici articolari.

Le distorsioni sono classificate sulla base della gravità in quattro tipi: dal grado zero fino al grado 3.

Dopo il trauma, i sintomi caratteristici sono gonfioredolore e sensazione di calore. Nelle distorsioni di grado zero, le meno gravi, non c’è gonfiore immediato e il dolore dura per una decina di minuti, tendendo poi a scomparire. Il movimento dell’arto non è compromesso.

Il gonfiore compare invece nelle distorsioni di grado uno. Se per esempio si trattasse di una distorsione alla caviglia, sarebbe possibile camminare, ma riprendere l’attività interrotta costerebbe fatica; il gonfiore, assente nell’immediato, potrebbe comparire nel giro di qualche ora. Per curarsi, è possibile applicare subito un impacco di ghiaccio. Si può quindi eventualmente procedere a un bendaggio.

Se il gonfiore compare pochi minuti dopo la “storta”, siamo in presenza di una distorsione di secondo grado, in cui il dolore invece di scomparire tende ad aumentare o rimane costante nel tempo. Il consiglio, innanzitutto, è quello di applicare subito del ghiaccio: meglio, in ogni caso, andare al pronto soccorso, dove il personale effettuerà una radiografia per escludere una frattura. Si può anche effettuare un’ecografia per escludere il sospetto di un danno ai legamenti.

La tipologia più grave è la distorsione di terzo grado. Il gonfiore si presenta immediatamente, e si nota un versamento interno di sangue. Muoversi in maniera autonoma è impossibile, e il paziente avverte dolore anche se aiutato. In questo caso è assolutamente necessario recarsi al pronto soccorso per valutare l’entità del danno: possono presentarsi rottura dei legamenti o frattura ossea, diagnosticabili rispettivamente tramite ecografia e radiografia. In ospedale i medici presteranno le cure necessarie, ma i tempi di recupero possono arrivare fino a due mesi. Il riposo è d’obbligo.

Le distorsioni alla caviglia sono le più pericolose: se non trattate a dovere, possono dar luogo a distorsioni recidivanti anche per tutta la vita. Dopo un periodo di riposo, che segue alla fase acuta, è importante effettuare una riabilitazione che può includere fisioterapia e ultrasuonoterapia.

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