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Policlinico: la storia di Alessandro, affetto da una rara malformazione

Redazione 21 Febbraio 2020
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Una straordinaria storia a lieto fine, che vede protagonisti il Policlinico di Milano e il piccolo Alessandro, affetto da una grave e rara malformazione che ha fuso insieme parti dell’intestino con le vie urinarie.

Una malformazione rara che colpisce un bimbo ogni 4mila. E una squadra di esperti ancora più rara, perché unica in Italia, in grado di correggere questa malformazione con un intervento ideato apposta e capace di ridare a questi bimbi una qualità di una vita pressoché normale. Sono i due ingredienti fondamentali per una storia a lieto fine che ha come protagonisti il piccolo Alessandro, che oggi ha ancora poche settimane di vita, e gli specialisti del Policlinico di Milano. Un intervento delicatissimo, ideato da Ernesto Leva, direttore della Chirurgia Pediatricae che ad oggi può essere eseguito solo in questo Ospedale, proprio per le competenze di cui c’è bisogno per eseguirlo.

Alessandro è nato nella notte: ma la gioia del suo arrivo viene subito interrotta, perché il piccolo ha una grave malformazione che ha fuso insieme parti dell’intestino con le vie urinarie. Un problema che non è purtroppo diagnosticabile con le ecografie di controllo durante la gravidanza, e anche per questo è ancora più inaspettato. Per fortuna Alessandro è nato nell’Ospedale giusto: di norma questa malformazione richiede tre lunghi e laboriosi interventi ricostruttivi, ma proprio al Policlinico lo stesso dottor Leva ha ideato una tecnica innovativa, capace di gestire il caso con un unico intervento chirurgico e con un impatto minore sul decorso postoperazione. L’intervento viene quindi programmato immediatamente.

La patologia di Alessandro è tecnicamente definita ‘malformazione ano-rettale’, una malattia rara per cui il Policlinico è Centro di riferimento nazionale, dove viene gestita una delle più alte casistiche a livello mondiale. Questa patologia non è ereditaria, e ad oggi non se ne conoscono completamente le cause. Lo speciale intervento unico, ideato in Policlinico, “è in grado di ricostruire l’anatomia della zona separando la via intestinale e la via urinaria, ripristinandone le funzionalità. È una tecnica – spiega Leva – che ha bisogno di un grande affiatamento tra chirurghi e anestesisti, oltre alla preparazione del paziente prima dell’intervento da parte dei neonatologi. In più, data la rarità della malformazione e la complessità dell’operazione, è possibile realizzarla solo con un team dedicato e di grande esperienza che comprende chirurghi pediatrici, neonatologi, anestesisti e personale infermieristico altamente specializzato”.

Non potendo prevederla per tempo, la patologia  di Alessandro ha richiesto uno sforzo organizzativo ancora più intenso e non pianificabile. Ma la forza del Policlinico è proprio questa: potersi dedicare alla salute dei bambini a 360 gradi, con un percorso che parte già prima del concepimento e li accompagna finché non diventeranno adulti.

Un riferimentodi livello mondiale – Le malformazioni ano-rettali sono malattie rare che colpiscono in media un nuovo nato ogni 4mila. In Policlinico vengono operati circa 15 nuovi casi all’anno che provengono da tutta Italia, e sono tante le consulenze che vengono richieste anche dall’estero: l’Ospedale è infatti parte di una Rete Europea di diagnosi e cura (ERN) per le condizioni urogenitali rare e complesse, e rappresenta un punto di riferimento scientifico ai massimi livelli europei. Ad oggi è stato possibile intervenire su oltre 300 bambini (di questi, sono già una decina quelli operati con la nuova tecnica), mentre sono circa 500 i piccoli seguiti costantemente dagli ambulatori dedicati del Policlinico.

Fonte: www.policlinico.mi.it

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