Un recente studio pubblicato sul British Journal of Nutrition ha esaminato le abitudini alimentari di 12.646 adulti in 53 Paesi europei. I dati mostrano che i prodotti lattiero-caseari fermentati sono la categoria di alimenti fermentati più consumata nel continente. La ricerca indica una prevalenza di consumo tra il 94,1% e il 95,6% dei partecipanti, con un'assunzione giornaliera media compresa tra 66,7 e 80,1 grammi. Secondo FoodNavigator, i latticini fermentati sono l'unica categoria senza variazioni regionali significative, confermando la loro presenza in tutte le aree geografiche europee.
Gli autori hanno suddiviso i partecipanti in quattro aree geografiche - Nord, Sud, Ovest e Centro-Est Europa - e hanno sviluppato un questionario specifico per stimare la frequenza e la quantità di consumo di 15 categorie di alimenti fermentati. Tra queste figurano alternative vegetali, latticini fermentati, legumi, carne o pesce fermentati, cereali, cioccolato, bevande fermentate e alcolici. La classificazione ampia adottata nello studio ha incluso anche prodotti come caffè, cioccolato e bevande alcoliche. Questo ha permesso di confrontare tradizioni alimentari diverse, ma ha reso la categoria "alimenti fermentati" un insieme composito invece di un gruppo standardizzato.
Risultati principali e differenze regionali
Yogurt, latte fermentato e formaggi risultano diffusi in tutte le regioni. I dati suggeriscono un consumo regolare e porzioni moderate integrate nei pasti quotidiani. Il consumo medio giornaliero di questi prodotti si attesta tra 66,7 e 80,1 grammi per persona. La ricerca mostra che i latticini fermentati sono consumati da oltre il 94% degli europei, senza differenze significative tra Nord, Sud, Ovest e Centro-Est Europa. Gli autori segnalano che l'etichettatura relativa a zuccheri, dolcificanti, fonti proteiche e indicazioni sul lattosio può influenzare l'accettazione da parte dei consumatori e rappresenta un aspetto da valutare per le aziende alimentari.
Il caffè e i cereali fermentati seguono i latticini per diffusione e quantità consumata. Il caffè viene consumato dal 78,4% all'84,1% dei partecipanti, mentre i cereali fermentati raggiungono una prevalenza tra l'89,9% e il 95,9%. Il consumo di cioccolato supera il 90% settimanale, con quantità più elevate in Europa occidentale e centro-orientale rispetto al Nord. Le verdure e i legumi fermentati sono meno diffusi e consumati in quantità ridotte, con una maggiore presenza in Europa occidentale (75,5%) e centro-orientale (83,2%), mentre nel Sud Europa la prevalenza si attesta al 62,5%. Questi dati mostrano differenze regionali più marcate per le categorie vegetali rispetto ai latticini fermentati.
Implicazioni nutrizionali e limiti dello studio
Gli autori collegano i risultati all'interesse crescente per i potenziali benefici nutrizionali e di salute degli alimenti fermentati, attribuiti a composti prodotti dalla fermentazione microbica come acidi organici, peptidi bioattivi e vitamine. Tuttavia, segnalano che la comprensione dei meccanismi e la validazione clinica restano limitate. Lo studio suggerisce di approfondire in futuro il legame tra consumo di alimenti fermentati e diversità del microbioma locale, per migliorare le raccomandazioni dietetiche regionali. I risultati descrivono la prevalenza e la quantità di consumo, senza stabilire relazioni causali tra assunzione di latticini fermentati e benefici per la salute. Inoltre, non vengono specificate le caratteristiche nutrizionali dei prodotti (ad esempio, contenuto di zuccheri, grassi o presenza di microrganismi vivi al momento del consumo), né vengono fornite raccomandazioni dietetiche ufficiali. Lo studio offre una mappatura descrittiva delle abitudini alimentari europee e costituisce una base di confronto per futuri approfondimenti su prodotti fermentati e preferenze regionali. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare la pubblicazione su FoodNavigator e la EFSA Journal.
Per la copertura originale: British Journal of Nutrition: studio, i lattiero-caseari fermentati raggiungono il 94,1-95,6% dei rispondenti europei.