La stagione influenzale 2026-2027 in Italia si sta svolgendo senza il bollettino settimanale RespiVirNet, che in passato offriva un quadro nazionale sulle infezioni respiratorie acute. Da otto mesi la piattaforma è inattiva: Regioni e Province autonome hanno sospeso il flusso dati per adeguare la gestione dei dati personali alle norme attuali.
Questa interruzione ha lasciato il Paese senza numeri ufficiali aggiornati su influenza e Covid, oltre che su virus respiratorio sinciziale e altri patogeni tipici dei mesi freddi. L'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità è datato 6 marzo 2026; da allora non sono più disponibili dati nazionali consolidati. Nei mesi successivi, l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato solo avvisi relativi a procedure di reclutamento del personale, come risulta dalle comunicazioni ufficiali del 2 e 6 novembre 2026, senza aggiornamenti epidemiologici o bollettini di sorveglianza (Istituto Superiore di Sanità). Intanto, le segnalazioni di aumento dei malanni stagionali si moltiplicano e la comunità medico-scientifica ha espresso preoccupazione per la mancanza di monitoraggio.
Stime e limiti dei dati disponibili
Senza dati ufficiali, alcune Regioni hanno continuato a pubblicare rapporti locali. L'ultimo Influnews della Regione Lombardia riporta circa 84.500 casi settimanali di infezione respiratoria acuta. Il virologo Fabrizio Pregliasco, intervistato da Adnkronos Salute, ha stimato che, proiettando il dato lombardo su scala nazionale, si supererebbero i 500.000 casi settimanali in Italia. Pregliasco ha anche segnalato che le infezioni respiratorie sono in aumento, sebbene l'influenza non abbia ancora una circolazione predominante. Secondo il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università Statale di Milano, è ragionevole attendersi una crescita ulteriore con l'avanzare della stagione fredda, ma non è possibile prevedere con precisione il momento del picco. Queste cifre restano stime di esperti e non sono supportate da dataset ufficiali nazionali consolidati, come mostra anche l'assenza di aggiornamenti pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità.
L'assenza di dati centralizzati limita la possibilità di valutare l'impatto reale delle infezioni e di confrontare l'andamento con le stagioni precedenti. Non sono disponibili documenti ufficiali che descrivano l'architettura tecnica di RespiVirNet, le regioni partecipanti, la frequenza di reporting, le definizioni di caso o la base giuridica per il trattamento dei dati sanitari. Inoltre, non risultano decisioni formali di sospensione, atti amministrativi o provvedimenti delle autorità competenti che indichino una data di ripresa della sorveglianza. La situazione attuale mette in evidenza quanto siano necessari sistemi di sorveglianza efficienti e aggiornati, come già discusso in un precedente approfondimento su altre patologie croniche. La fonte principale delle informazioni riportate è www.adnkronos.com.