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San Gerardo: introdotto il primo pacemaker senza fili

Vittorio Fontanesi 30 Maggio 2016
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Venerdì al San Gerardo di Monza è stato impiantato per la prima volta un nuovo genere di pacemaker, il primo di una nuova generazione di dispositivi “leadless”, ovvero senza fili.

Alla conferenza stampa presso Villa Serena di stamattina si respirava aria frizzante: la soddisfazione per il buon esito dell’operazione era ben visibile sul volto di tutti.

Quali i vantaggi di questo salto tecnologico?
Innanzitutto il dispositivo è molto piccolo (solo 18mm di lunghezza per 1,6cm di diametro). Al di là del fascino della nuova tecnologia il valore è rappresentato dal fatto che diversamente dai pacemaker tradizionali quest’ultimo non ha elettrocateteri, né pila e tasca prepettorale: questo è un enorme vantaggio, minimizzando la necessità di sostituire pile o di riposizionare cateteri e il conseguente rischio infezioni, tutto a beneficio del paziente. In più, date le dimensioni molto piccole del dispositivo si può evitare il taglio chirurgicoclassico con un accesso percutaneo, minimizzando le complicanze. Non vi basta? Bene: aggiungete una durata della pila di molti anni e la possibilità di essere monitorati da casa quotidianamente attraverso un apparecchio GSM, la stessa tecnologia dei telefoni cellulari.

Ed è solo l’inizio: il dispositivo in questione viene rilasciato nel ventricolo destro a cui si ancora con quattro estroflessioni non lesive e si adatta alle esigenze di pazienti che non hanno necessità di stimolazione particolarmente complessa, ma già si parla di un futuro in cui più dispositivi rilasciati in posizioni diverse potranno lavorare in simbiosi dialogando attraverso connessione bluetooth.

Grande soddisfazione anche da parte della dottoressa Silvia Lopiccoli, direttore socio sanitario: il paziente scelto per questa prima operazione è una signora di 37 anni affetta da sindrome di Down, con complicanze che avrebbero reso molto rischioso un impianto “classico”. Si è anche deciso di modificare il programma e anticipare l’interventorispetto a quanto previsto per potere garantire questo trattamento alla persona che più ne aveva bisogno, testimoniando l’attenzione del San Gerardo alle esigenze del territorio.

L’operazione, della durata di circa un’ora in anestesia totale, è stata eseguita dal dott. Giovanni Rovaris, insieme ai colleghi Sergio De Ceglia, Elena Piazzi, Elisabetta Montemerlo e Mattia Pozzi, diretti dal primario di Cardiologia, il dott. Felice Achilli.

Complimenti da parte tutto il team di tiSOStengo.it!

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