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CAR-T: un’innovativa terapia per i linfomi e le leucemie

Redazione 9 Giugno 2021
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Le CAR-T sono un trattamento onco-ematologico innovativo, basato sui linfociti T e rivolto ai pazienti interessati da linfomi diffusi a grandi cellule B e linfomi primitivi del mediastino che non rispondono ai trattamenti convenzionali o ai pazienti con leucemie linfoblastiche acute: approfondiamo l’argomento con la dottoressa Stefania Bramanti, ematologa e Responsabile del progetto CAR-T di Humanitas.
La terapia CAR-T ha migliorato l’aspettativa di vita di questi pazienti e, grazie all’attività di ricerca, rappresenterà presto una nuova via di cura anche per pazienti affetti da altre tipologie di tumore: è di ieri la notizia della completa guarigione dei primi 3 bambini, affetti dalla leucemia linfoide acuta a precursori B-cellulari (LLA-BCP), ai quali sono state infuse le cellule CAR-T.

Come funziona la terapia CAR-T?

“La terapia CAR-T funziona grazie alle cellule del sistema immunitario del paziente affetto da linfoma. Al paziente viene infatti prelevato il sangue e, dunque, attraverso un separatore cellulare  vengono raccolti i suoi linfociti. Questi vengono poi inviati ad appositi laboratori che vi inseriscono all’interno il recettore CAR (Chimeric Antigen Receptor) in grado di riconoscere le cellule del linfoma. Dopo circa 3-4 settimane i linfociti CAR-T ritornano presso il centro che li ha richiesti e possono essere somministrati al paziente tramite infusione.
In questo modo è possibile sfruttare la capacità acquisita dai linfociti T di riconoscere e uccidere selettivamente le cellule del linfoma ed evitare gli effetti collaterali della chemioterapia, che oltre al tumore va a colpire anche le cellule sane del paziente.

La terapia CAR-T ha una percentuale di successo molto alta e ha aumentato sensibilmente l’aspettativa di vita dei pazienti che possono accedervi”, spiega la dottoressa Bramanti.

CAR-T Unit Humanitas: un centro di formazione europeo

“Il programma CAR-T non si è fermato con la pandemia COVID-19, così come l’attività di Humanitas Cancer Center. Anzi, la CAR-T Unit di Humanitas non solo ha continuato a trattare i suoi pazienti secondo le tempistiche corrette di intervento, ma è diventata anche centro di formazione europeo per la terapia.

In Humanitas il programma CAR-t è inserito all’interno del programma trapianto, mantenendo però una corsia dedicata. Il fattore tempo, infatti, è molto importante per i pazienti affetti da questi linfomi, a maggior ragione in un quadro di pandemia COVID-19. Il tempo che è necessario alla produzione e al viaggio del ‘farmaco vivente’ e il tempo della malattia in progressione vanno uno contro l’altro ed è quindi la tempestività nell’identificare e avviare il paziente a trattamento che fa la differenza”, approfondisce la specialista..

Terapie del futuro: possibili grazie alla Ricerca CAR-T

“La Ricerca sulla terapia CAR-T ha inoltre aperto la strada a nuove possibilità di intervento su altre tipologie di tumore. Si parla infatti di utilizzare la stessa tecnologia anche per il trattamenti dei linfomi di Hodgkin, dei tumori solidi e dei sarcomi. È dunque attivo un programma sperimentale, che va ad affiancare il programma tradizionale di utilizzo delle cellule CAR-T”, conclude la dottoressa Bramanti. 

Fonte: www.humanitas.it

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